Presentazione di Stefano della Casa

 

Il mondo dell’editoria cinematografica è ormai un porto di mare tumultuoso, ma le acque in cui si pesca stanno restringendosi sempre di più. Si fanno sempre più libri per un pubblico sempre più ristretto, i 24 lettori che Manzoni immaginava per il suo romanzo sono da moltiplicare, se va bene, per dieci. Ecco perchè nel libro di Ignazio Senatore la prima cosa che salta agli occhi è una energia forte, una grande volontà di comunicare: non è rivolto a un pubblico sonnacchioso e annoiato come quello degli addetti ai lavori (mai così miserrimo, culturalmente parlando, nella storia della cultura cinematografica in Italia), ma quello che si avvicina al cinema compiendo un percorso diverso perchè il punto di partenza è l’argomento stesso del film. E qui si realizza l’altro piccolo miracolo del libro: il contenuto del film l’elemento trainante, la scintilla fondante per realizzare il libro ma la passione cinematografica risulta evidente dal taglio con cui i film sono raccontati, dall’ampia gamma di scelte che denota una buona frequentazione delle sale, dai tracciati filmografici che si sottraggono agli angusti limiti del contenutismo. Un libro, quindi, che unisce il piacere della lettura con l’utilità: due concetti, come è noto, che è sempre più difficile pensare di coniugare.

 

 

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