
“Rosso sangue” (“Mauvais Sang”)
Regia: Leos Carax
(Francia – 1986- Durata 125’)
Trama: Parigi, in un imprecisato futuro. Una cometa si sta avvicinando alla terra e la temperatura del pianeta è in aumento. Un nuovo retro-virus si profila all’orizzonte; si chiama STBO.
“Può uccidere uomini a migliaia, a milioni. Tutti quelli che fanno l’amore senza amore. E più si è giovani e più il rischio è grande. Basta che uno solo fa l’amore e tutti e due s’ammalano. Si può trasmettere anche con le sole carezze. E’ un retro virus. Fa soffrire orribilmente; disturbi della vista, dolori alle articolazioni, contrazioni muscolari. Il primo laboratorio che è riuscito ad isolarlo é la D. Wilkinson. La scoperta di un nuovo vaccino aprirà un mercato immenso.”
Chi parla è Marc (Michel Piccoli) capo senza scrupoli di una banda (composta da Anna la sua donna, Hans un medico tedesco e Thomas) che ha assoldato uno strano tipo, Alex (Denis Lavant) un giovanotto dotato di un’incredibile destrezza con le mani (fa il baro/prestigiatore nelle stazioni della Metrò). Il suo compito è quello di introdursi nel laboratorio della Wilkinson e rubare la coltura di questo virus. Alex, un ragazzo che ha in bocca perennemente una sigaretta (spenta o accesa) è soprannominato “lingua muta” perché da bambino non parlava mai e i suoi stessi genitori credevano che fosse privo della parola. Silenzioso, ha una sua particolare filosofia di vita; seppur innamorato della bellissima Lise, prima di fare il colpo, decide di lasciarla “perché ha ormai lasciato le sue impronte digitali sul suo corpo”.(...)
Per lo sviluppo della trama, il commento e le note critiche si rimanda al volume
"Il cineforum del dottor Freud"
di Ignazio Senatore
Centro Scientifico Editore (2004)