Intervista a Saverio Costanzo

 

Saverio Costanzo, giovane regista, autore dell’osannato “Private”, è l’ospite del terzo appuntamento della Rassegna tematica “Sguardo sul Novecento- Guerra e pace”, organizzata dall’Associazione “Moby Dick - Progetto Scuola”, curata da Rita Esposito e da Assia Calabrese.

Saverio, figlio di papà Maurizio, è un ragazzo riservato, taciturno ed introverso. Il suo straordinario film d’esordio, ha fatto incetta di premi in tutto il mondo e, cosa più unica che rara, ha messo d’accordo, critica e pubblico.

Possiamo dire che il tema della libertà è quello che attraversa tutto il tuo film?

“Assolutamente si. Non a caso, nel mio film non ci sono i cattivi da un lato ed i buoni dall’altro e non c’è nessun specifico sbilanciamento da una parte o dall’altra. Questo spiega perché, durante la proiezione del film, è capitato spesso che ebrei e palestinesi hanno iniziato a litigare. Io non volevo accontentare nessuno. Il mio film non vuole essere ideologico e non è a-politico, anche perché tutto è politico. Volevo mostrare come di fronte all’orrore della guerra ci potesse essere una terza strada, una via d’uscita che è quella che propone il capofamiglia palestinese, un uomo di certo non comune, un intellettuale illuminato che legge Shakespeare.

 

Per l'intervista completa si rimanda al volume "Psycho cult" di Ignazio Senatore (Centro Scientifico Editore-2006)

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