
“Spider” di David Cronenberg - - Canada - 2002- Durata 98’
Dennis Cleg, dimesso da un ospedale psichiatrico, è accolto in una struttura per malati mentali. Che la sua mente sia ancora sconvolta lo testimonia il suo incedere rallentato, l'eloquio tremulo e sconnesso e la sua assoluta incapacità di socializzazione. I continui flashback ci ricordano che Dennis, quando era bambino, aveva assistito all'omicidio della madre da parte del padre. L'uomo si era poi portato in casa Yvonne, un ex prostituta volgare ed anaffettiva. Ma se questa ricostruzione degli avvenimenti non fosse reale ma solo il frutto della sua mente allucinata e sconvolta?
Cronenberg abbandona le sue ossesioni preferite (le metamorfosi del corpo, il doppio…) per proporci uno psico-trhiller edipico, disperato ed allucinato, immerso in un'atmosfera malsana. Indimenticabili le scene di Dennis (soprannominato "spider" dalla madre perché amava intrecciare ragnatele con lo spago) che si aggira disperso, come un fantasma, con il suo sgualcito taccuino, sul quale annota le sue frasi sconnesse ed apparentemente senza senso. Magnetico Ralph Fiennes. Dal romanzo (1990) di Patrick McGrath che l'ha adattato col regista.