
I Tenenbaum (The royal
Tenenbaums)
di Wes Anderson con Gene Hackman, Angelica Huston, Ben Stiller, Gwyneth
Paltrow, Bill Murray - USA – 2001 – Durata
L’eccentrico e guascone Royal
Tenenbaum (Gene Hackman) e la moglie Etheline (Angelica Huston) hanno messo su
una bella famigliola. I loro tre figli, quando erano piccoli, erano geniali e
nei loro campi non temevano concorrenti; Chas con il pallino della finanza aveva
accumulato una montagna di dollari; Richie aveva vinto diversi tornei come
tennista e Margot, adottata quando aveva due anni, novella scrittrice, per un
suo testo teatrale, aveva vinto al liceo cinquantamila dollari. Esuberante ed
imbroglione, Royal ruba gli utili a Chas, è
radiato dall’Albo professionale degli avvocati ed è cacciato di casa. Dopo molti
anni, essendo al verde, finge di avere pochi mesi di vita ed implora Etheine, in
procinto di risposarsi, di sistemarsi da lei e di rivedere suoi figli. Chas (Ben
Stiller) dopo la morte della moglie Rachel, vittima di un incedente aereo, vive
nell’incubo che i suoi due bambini possono morire in un incendio; Margot
(Gwyneth Paltrow) ha sposato Raleigh (Bill Murray), un anziano psicanalista e,
profondamente infelice, trascorre ore intere in ammollo nella vasca da bagno,
nascondendo, dietro il faccino angelico un passato più che burrascoso; Richie
(Luke Wilson) indossa perennemente una fascia in testa in stile Bjorn Borg, si
strugge segretamente d’amore per Margot ed
ha abbandonato il tennis il giorno in cui lei era sugli spalti al fianco del
marito. Dopo una girandola di colpi di scena, i figli scoprono che Royal,
inguaribile imbroglione, invece di assumere farmaci masticava mentine. Un finale
melanconico chiude la vicenda.
Commedia corale, acida e grottesca,
divisa idealmente in diversi capitoli, che ha fatto scuola e che mette in campo
una delle famiglie più sgangherate e stravaganti dello schermo. Con sottile
ironia, Anderson lascia intendere che i figli, dopo la separazione dei loro
eccentrici genitori, come smarriti, nella vana ricerca di qualche punto di
riferimento, avevano perso fiducia in loro stessi e, travolti da tic, fobie ed
ossessioni, avevano deciso di correre ai ripari, conducendo una vita bloccata e
congelata agli Anni Settanta quando vivevano ancora tutti insieme felici e
contenti. Il regista lascia un po’ sullo sfondo Etheline ma costruisce per il
vecchio Royal un personaggio snob, pittoresco e trasgressivo che lascia il
segno. La pellicola (coloratissima), sorretta da un cast perfettamente calibrato
ed impreziosita da un ottima colonna sonora
con brani dei Beatles e dei Clash, è ricca di colpi di scena e di trovate
esilaranti. Seppur godibilissima
non è priva di pecche; una voce fuori campo lega i diversi passaggi
della narrazione ma questo artificio stilistico finisce per essere troppo
didascalico e ridondante. La trama, inoltre, un po’ tropo frastagliata e
spezzettata, si perde in mille rivoli e costringe lo spettatore a saltellare
precipitosamente da una storia all’altra.
Golden Globe (2002) a Gene Hackman.