
Terapia e pallottole
di Harold Ramis con Robert De Niro,
Billy Cristal , Chazz Palminteri, Joe Viterelli ,Bill Macy – USA – 1999 – Durata
Paul Vitti (Robert
De Niro) potente boss della mafia, dopo essere scampato ad una pioggia
di proiettili sparati da una banda rivale, inizia a soffrire di attacchi d
panico. Per le cure Jelly (Joe Viterelli) la sua guardia del corpo gli consiglia
Ben Sobel (Billy Cristal uno psicanalista che, per caso, gli aveva tamponato
l’auto. Nel corso di un trattamento non proprio ortodosso lo psicoanalista aiuta
Vitti a liberarsi di un trauma subito nell’infanzia; suo padre era stato
ammazzato in un ristornate, da una banda rivale, davanti ai suoi occhi e lui, in
tutti quegli anni, Vitti si era sentito in colpa per non averlo potuto salvare.
Commedia divertente che, nella prima parte del film, fa sganasciare dalle risate
ma che, nella seconda, si disunisce perdendo ritmo e smalto. L’idea di un
mafioso vittima d'attacchi di panico è originale ed il regista contrappone al
duro e spietato Vitti, il timido, impacciato e pasticcione dottor Sobel. Nel
corso della prima seduta, Vitti elenca al dottore i sintomi di cui è affetto un
suo ipotetico amico:
“Quest’amico è un tizio molto potente… Non aveva
mai avuto problemi con niente…Adesso
all’improvviso, casca a pezzi, piange senza ragione, non può dormire, non può
più stare con i suoi amici, perché all’improvviso diventa nervoso davanti a
loro. E come volesse sfuggirli. E poi gli prendono delle specie di attacchi.
Lui, non riesce a respirare, si sente come svenire, dolori al petto. E’ come se
si sentisse di morire.”
Sobel lo ascolta attentamente ed intuisce che è lui il paziente a cui fa
riferimento. Vitti si sente allora, magicamente sollevato e gli risponde:
“Sei bravo, sei bravo. Il peso è sparito. Mi terrò in contatto con te. Un'altra
piccola cosetta; se io parlo con te e tu mi dici che sono finocchio, io ti
ammazzo. Ci siamo intesi?”
L’idea del mafioso che tiene sulle spine il proprio analista e lo trascina con
sé nelle riunioni con gli altri boss mafiosi è divertente ed il regista lascia
più volte intendere che nonostante tutto, per Sobel, la sgangherata relazione
terapeutica con Vitti è di gran lunga più eccitante delle noiosissime sedute con
gli altri pazienti. Nel corso delle successive sedute Sobel fa un timido accenno
al complesso di Edipo e Vitti, di rimando, gli urla: “Ma
che stai a di, che mi volevo scopare mia madre? Sei tutto scemo. E’ Freud era
malato e pure tu se gli dai retta.”
Da segnalare una breve apparizione di Chazz Palminteri nei panni di un boss
rivale di Vitti e di Isaac (Bill Macy) padre di Sobel e famoso psichiatra dalla
schiacciante personalità. Nel 2002 il film ha avuto un sequel dal titolo
Un boss sotto stress
diretto dallo stesso regista.