
“The woodsman” di Nicole Kassel- 2005
William (Kevin Bacon) è “merce guasta“, “cacca spiaccicata“. Per la sua insana passione per le bambine di dieci –dodici anni, ha già scontato dodici anni di galera. Ma il “male” non è stato ancora estirpato dalla sua mente ed è ancora in lotta con le sue perverse pulsioni. Riuscirà a tenerle a bada o cederà al principio del piacere? Opera prima dell’esordiente Kassel che confeziona un film su un tema difficile e scabroso come quello della pedofilia. E se “Sleepers”, era “sfacciatamente” dalla parte dei bambini, il film di Kassel (come nei precedenti “M., il mostro di Dusseldorf” di Fritz Lang ed il recente “ Happiness” di Todd Solondz) prova, invece, a dar voce a chi è ossessionato da queste inquietanti fantasie. “Quand’è che sarò normale” chiede il protagonista allo strizzacervelli che lo tiene in cura. Successivamente, nel corso di una seduta, gli confesserà il nucleo intorno al quale ruotano le sue fantasie erotiche; un tempo, quando aveva sei anni, amava “annusare i capelli della sorellina Annette di quattro anni e da allora non riesce a liberarsi da quest’ossessione pre-genitale. Pedofilia come incubo, come malattia di cui non ci sui può liberare ma soprattutto (lo ipotizzava Sandor Ferenczi, psicoanalista ungherese allievo di Freud) come confusione di linguaggi; il bambino che chiede tenerezza e l’adulto che la scambia come sessualità.
Al di là delle sue perversioni sessuali, William è descritto come un uomo solo, abbandonato da amici e familiari. Le uniche persone che gli sono accanto sono suo cognato Carlos e Vicky (Kyra Sedgwick) una donna fallica, ma tenera e sensibile che si prenderà cura di lui.(...)
Kassel inserisce nella trama alcuni espedienti da thriller (William abita di fronte ad una scuola elementare) e confeziona, nel complesso, una pellicola stilisticamente perfetta. Da antologia le scene del parco con William e la piccola “green watchers”. Il titolo originale del film (il taglialegna) è meno evocativo del sottotitolo italiano (Il segreto) che sposta l’attenzione dello spettatore al nucleo “malato” che ossessiona la mente del protagonista. Tratto dal romanzo di Steven Fecther. Kevin Bacon da Oscar.
Per lo sviluppo della trama, il commento e le note critiche si rimanda al volume
"Psycho cult- Psicodizionario del cinema di genere"
di Ignazio Senatore
Centro Scientifico Editore (2006)