
Ti ricordi di Dolly
Bell? (Sjecas li se Dolly Bell)
di Emir Kusturica con Slavko Stimac,
Slobodan Aligrudic, Liliana Blagojevic - Iugoslavia -
1981 - Durata 107'
Sarajevo. Primi anni '60. Il sedicenne Dino (Slavko Stimac) vive in casa con suo padre Carlo (Slobodan Aligrudic) uno sfegatato marxista, la madre ed i suoi due fratelli. Dino trascorre le sue giornate giocando a scacchi, ascoltando un po’ di musica e bighellonando con gli amici per la piccola cittadina. Ma la sua passione è l’ipnosi ed ogni giorno si esercita nel mandare in trance il suo piccolo coniglio. Nella sua grigia esistenza compare Dolly Bell (Liliana Blagojevic) una bella ragazza, sfruttata da un losco individuo, con la quale entra in amicizia e scambia le prime effusioni erotiche. Carlo muore e la sua famiglia ottiene finalmente l’assegnazione di una casa popolare.
Film d’esordio di Emir
Kusturica attraversato dal suo personale ed ironico spirito zingaro.
Parallelamente all’educazione sentimentale e sessuale del giovane protagonista,
il regista lascia che sullo sfondo si dibatta l’eterna lotta tra materialismo e
dialettica.
Nel corso
delle accorate discussioni Carlo afferma convinto che l’unica la forza
rivoluzionaria sia il comunismo e Dino gli controbatte che solo l’ipnosi potrà
cambiare il mondo. Dino trova su un libro una formula (“Ogni
giorno, sotto ogni riguardo, progredisco sempre di più.”) che un dottore
faceva ripetere ai pazienti perché potessero guarire con l’autosuggestione e la
ripete a se stesso più volte, meccanicamente, nel corso del film, ogni qual
volta si trova in difficoltà.
Serio e professionale
quando prova ad ipnotizzare il suo coniglio, lo guarda fisso negli occhi e con
tono serio e professionale, gli dice: “Tu
dormi, le tua palpebre sono pesanti, sempre più pesanti”. Un coetaneo, suo
allievo, meno romantico e più scaltro di lui prova ad apprendere la tecnica
ipnotica per portarsi a letto una ragazza. “24000 baci” cantata da Adriano
Celentano funge da leitmotiv del film. Premiato con il