
Un tocco di zenzero di Tassos Boulmentis
– 2005
“A volte bisogna saper usare
le spezie sbagliate per ottenere l’effetto desiderato. Il cumino è una spezie
forte. Ti aggredisce. Induce le persone a chiudersi. Lo zenzero è delicato e
spinge a guardarsi negli occhi.” Chi parla è l'anziano nonno (Tassos Bandis)
gestore di una piccola drogheria di Istanbul, esteta del gusto e del palato ed
appassionato di g-astronomia. "La parola 'gastronomo' contiene in sé quella di
astronomo. Il pepe è come il Sole, la cannella come Venere, il sale come
“Un tocco di zenzero” è un
film sinestesico, da assaporare non solo con la vista e con l’olfatto ma con
tutti gli altri sensi. Tenero e delicato, per la sua poetica attenzione alla
ricerca estetica della cucina e dei sapori rimanda, per certi aspetti, a quelle
rarefatte atmosfere che attraversarono “Come l’acqua per il cioccolato”, film
messicano diretto nel 1992 da Alfonso Arau. Il regista greco, in questa sua
opera prima, sfoggia una gran maestria di stile (le carrellate all’indietro che
sfiorano i tetti di Istanbul e delle altre città del Bosforo, in stile “Moulin
rouge”) ed un buon taglio di inquadrature. La pellicola è stata candidata alla
nomination agli Oscar 2005 come miglior film greco. Il titolo originale è “Politiki
Kouzina” termine che assume, a seconda di dove è posto l'accento sulla prima
parola, il doppio significato di "cucina politica" o "cucina della polis”.
Recensione pubblicata su L’Articolo- Redazione napoletana de L’Unità – 10- 4- 2005