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Il trafficone
di Bruno Corrucci con Carlo Giuffrè,
Marilù Tolo, Adriana Asti, Tina Aumont, Enzo Cannavale - It
Vincenzo Lo Russo (Carlo
Giuffrè) sposato con Angelina (Rita Calderoni) e padre di un paio di pargoletti
sbarca il lunario come magliaro. Un giorno incontra Laura (Tina Aumont)
un’avvenente signora che l’invita a casa sua per un appuntamento galante.
Sopraggiunge il marito e Vincenzo riesce a nascondersi in un armadio ed è
costretto ad ascoltare i loro gemiti. Dopo aver
amoreggiato con la moglie, l’uomo gli confessa che non può far l’amore
se non la sorprende a letto con un altro e gli svela che era giunto a questa
soluzione dopo aver letto un volume scritto dai coniugi Master e Johnson, due
famosissimi sessuologi americani, diventati miliardari per aver aperto una
clinica per i disturbi sessuali. Dopo aver ricevuto un lauto compenso, Vincenzo
si congeda dai due ed assunta l’identità del dottor D’Angelo, spalleggiato dal
fido Gennaro (Enzo Cannavale) apre a Roma una clinica per la cura dei disturbi
sessuali. L’idea funziona e ben presto lo studio è popolato da soggetti affetti
dalle patologie più disparate. Per ognuna di esse, il sedicente dottore ha una
cura appropriata; al conte Abelardo, persona fin troppo gentile, elegante ed
affettata che gli confida che la moglie si rifiuta di far l’amore con lui,
suggerisce di picchiarla, di ricoprirla di frasi oscene e di umiliarla; al
ragioniere Scardocchia (Lino Banfi), che si eccita con la moglie solo se è in
una situazione di pericolo, consiglia di tenere in casa un feroce cane lupo
sempre pronto a saltargli addosso. Dopo aver sboccato psicologicamente Virginia
(Adriana Asti)
una donna frigida che da quattro anni non ha rapporti sessuali con il marito,
Vincenzo deve soddisfare Ros
Commedia che prova a trattare, in maniera divertente, i disturbi della sfera sessuale. “Non esistono donne frigide ma soltanto uomini sessualmente ignoranti” è la frase appesa in un quadretto dello studio del sedicente dottore. Il regista evita scivoloni e cadute di stile e nonostante il tema possa apparire scabroso, come in ogni commedia che si rispetti, le scene erotiche sono ammantate da un tocco ironico e scanzonato. Non mancano le sequenze davvero esilaranti come la spiegazione che il dottor D’Angelo fornisce ad una coppia a cui mostra, grazie all’utilizzo della moviola, gli errori che il marito compie nel far l’amore con la moglie.