
“Transfert pericoloso” (“Passage à l'acte”)
Regia: Francis Girod
(Francia -1996- Durata 105’)
Trama: Il film si apre con un elogio funebre in memoria di un decano della psicoanalisi (il dottor Meyer, morto con sua moglie in un incidente d'auto). Tra i presenti vi è Antoine Rivière (Daniel Auteil), uno psicoanalista quarantenne di successo, autore del volume "Quel che Freud ha dimenticato di dirci"...
Separato dalla moglie Florance (anch'essa analista) e padre di uno splendido bambino, Antoine non è impegnato in nessuna relazione affettiva significativa. Ad una sua amica che gli chiede se ha dei rapporti con le sue pazienti, risponde che: "Uno psicologo può tranquillamente guardare oltre il suo lettino." Antoine, tutto casa e studio, ha in cura diversi pazienti. Sebastiane (un uomo perennemente in ritardo e sofferente di un grave stato depressivo), Isabelle (Annie Parillaud) una donna affascinante, in preda a forti crisi d'identità e Edouard Berg, (Patrick Timsit) uno strano tipo, grande e grosso, con la testa rapata e gli occhialini dorati. Quest’ultimo, dopo avergli confessato, nel primo incontro, di aver ammazzato la moglie, si rivolge a lui e gli chiede:
"Che fa uno psicoanalista quando un suo paziente gli confessa un crimine? Rispetta il segreto della confessione, avverte la polizia o deve trovare una soluzione in piena regola?"
Nonostante il paziente gli fornisca delle prove della propria colpevolezza ("E' scritto tutto nel "Parisienne" del 14 dicembre. Faccia un salto in archivio…") Antoine, reputandolo un "mitomane", lascia cadere nel vuoto le minuziose e macabre descrizioni che il paziente gli fornisce sull'accaduto. (...)
Per lo sviluppo della trama, il commento e le note critiche si rimanda al volume
"Il cineforum del dottor Freud"
di Ignazio Senatore
Centro Scientifico Editore (2004)