
Tre colori - Film Rosso (Trois
couleurs: Rouge)
di Krzysztof Kieslowski con
Irène Jacob, Jean-Louis Trintignant, Frédérique Feder, Jean-Pierre Lorit, Samuel
Le Bihan Francia – 1994 – Durata
Valentine (Irène Jacob) fotomodella ventitreenne e studentessa all’Università di Ginevra investe con la propria auto un cane. Dalla targhetta risale al suo legittimo proprietario, un giudice in pensione (Jean-Louis Trintignant) ispido ed introverso che trascorre le giornate ad ascoltare le conversazioni telefoniche dei vicini. Valentine lo scopre e reagisce sdegnata, accusandolo di essere una persona ignobile e moralmente bacata. Decisa a comprendere cosa spinge quell’uomo colto, distinto e raffinato a spiare nelle vite degli altri, inizia a frequentarlo sempre più assiduamente e scopre che, dietro quella scorza di misantropo insensibile, cinico e solitario, batte il cuore di una persona indurita dagli affanni del tempo ed ancora innamorato della moglie che, anni prima, lo aveva tradito e poi abbandonato. Ed è proprio il candore e l’innocenza di Valentine che manda in crisi il giudice e lo spinge ad auto-denunciarsi alla polizia.
Ultimo film del regista
polacco, ambientato a Ginevra, che chiude la trilogia sui colori. Il colore
rosso (che rimanda alla fraternità) fa da sfondo all’interno film e compare, fin
nei più piccoli tocchi (le poltrone del teatro, il manifesto pubblicitario con
il volto della protagonista che campeggia nei muri della città) nel corso del
film. Rispetto agli film della trilogia è il meno lirico di tutti ma il più cupo
e disperato. Il rapporto d’amicizia tra i due protagonisti è toccante
ma il ritmo del film è troppo lento e non convince
l’idea del regista di far sfilare i protagonisti (Zbigniew Zamachowski,
Julie Delpy, Juliette Binoche, Benoît Régent) di
Film bianco e
Film Blu, nelle ultime scene del
film, nei panni dei superstiti della tragedia che sconquassa