
Libri e cazzotti
“Tutto nella boxe funziona
al contrario. Per spostarsi a destra, devi spingere sull’alluce sinistro. A
volte per tirare un colpo vincente si deve arretrare, ma se arretri troppo non
combatti più. Nella boxe, invece, di allontanarsi dal dolore, gli vai incontro.”
Erano questi i consigli che, Frankie Dunn, il gestore della Hit Pit, con la
sua voce incartavetrata, ripeteva alla testarda e muscolosa Maggie
Fritgerald nel film Million Dollar Baby”. Nel leggere il volume “Libri e
cazzotti”, scritto da Tullio Pironti, scopriamo, invece, che al suo angolo non
c’era il mitico Eddie “Scrap-Iron”, ma un certo Camerlengo che, prima di salire
sul ring gli ripeteva, come una cantilena: “Devi muoverti velocemente e portare
continuamente il sinistro.” E successivamente: “Quando lui vuole attaccare, ha
l’abitudine di guardare a terra e di fare una smorfia che sembra un sorriso. Lo
fa come si stesse distraendo, per non far capire le sue intenzioni. Perciò,
quando vedi che guarda a terra e sorride, non farti incantare. Scatta in avanti
e porta il destro. Lo devi sorprendere. Prima tienilo a bada e tormentalo
con il sinistro. Poi il destro, deciso.” Il giovane Tullio sarà uscito
vittorioso dal ring o imbambolato, sarà crollato, poi, al tappeto? Non sarò di
certo io a svelare l’esito finale di questo emozionante combattimento. Di
racconti succosi come questi ce ne sono a migliaia nel libro di Tullio Pironti,
un volume che si legge tutto d’un fiato e che ti cattura fin dalle prime
battute. Ma accanto a Camerlengo e ad altri personaggi sconosciuti che
bazzicavano, al tempo, i ring e le palestre di Napoli (i vari Zara, Laudadio,
Troianovich, Pucci) compare, a sorpresa, anche quello di Nino Benvenuti,
compagno di avventura di Pironti, in un lontano ritiro della nazionale italiana
dilettanti. Il racconto
cessa poi di essere intimo e privato e ripercorre i primi passi del giovane
editore, fino a narrare una serie di aneddoti su quelle personalità del mondo
della cultura e dello spettacolo che l’autore ha incontrato: Federico Fellin e
Giuseppe Tornatore, Naghib Mahfuz, Joe Marrazzo, Petra Krause, Giulio Andreotti,
Joseph Beuys, Lucio Amelio, Keit Haring, Giulio Einaudi nonché Raffaele
Cutolo e Nunzio Giuliano. Pironti
si racconta senza enfasi, né e narra anche di quando, nella vita, andò al
tappeto su serio (fu disposto per lui, incautamente, il provvedimento degli
arresti domiciliari) o quando cercarono di metterlo alle corde (per una
questione di diritti d’autore) l’Einaudi prima e poi l’Adelphi. Ma i due colossi
dell’editoria nazionale non ci riuscirono e Pironti continuò a collezionare
imprese editoriali ed a pubblicare (primo in Italia) autori come Raymond Carver,
Don DeLillo, Breat Eston Ellis, ed Edmond Jabès. Chi lo conosce sa che è
così; uno scugnizzo nato in via Tribunali, ultimo di sei figli, con un padre
libraio ed un fratello del nonno, Michele, arrestato con Luigi Settembrini e
Carlo Poerio, a cui hanno dedicato anche una strada in città.
“Il libro è nato in una trattoria. Io raccontavo agli amici la mia storia, anche perché quando si arriva alla mia età, si è spinti a parlare del passato. Le me storie riscuotevano tanto successo che loro, in coro, mi dicevano: “Ma perché non pubblichi un libro con le tue storie. Su tutti, quelli che mi hanno convinto di più, sono stati Goffredo Fofi e Mimmo Caratelli.”
“Libri e cazzotti” non poteva non attirare le simpatie e le curiosità del mondo del cinema. E’ di questi giorni la notizia che Francesco Patierno, autore dello splendido “Pater famiilas” che lo tradurrà per il grande schermo. Ad interpretare Tullio Pironti, il bravissimo Giorgio Pasotti, già protagonista del film cult “Dopo mezzanotte” di Davide Ferrario e del più recente “Volevo solo dormirle addosso” di Eugenio Cappuccio. “Come vedi, io Pasotti e Patierno costituiamo tre P. Siamo più forti delle P2”, è l’ironico commento di Tullio Pironti. Oggi “Libri e cazzotti” (Edizione Pironti- Pag. 199-Euro 10,00) verrà presentato alla Libreria Feltrinelli di San Tommaso d’Aquino, alle ore 18.00 con l’autore interverranno Mirella Armiero, Pietro Treccagnoli e Francesco Durante. Dimenticavo; da leggere tutto di un fiato c’è anche la splendida prefazione al volume di Fernanda Pivano.
L’Articolo - Redazione napoletana del "L'Unità" - 17-05-2005