"Tutte le mattine del mondo"

Regia: Alain Corneau

(Francia-1991-Durata 114’)

 

Trama: Francia. 1600. Il virtuoso compositore di viola da gamba Sainte-Colombe (Jean-Pierre Marielle), schivo e riservato, vive isolato dal mondo, con le sue due figlie. Dopo la morte della moglie, il musicista si chiude ancora più in se stesso e lenisce il suo dolore suonando, in uno spoglio capanno, il suo prezioso strumento. Un giorno, Marin Marias (Guillaume Depardieu) un giovane musicista, gli chiede di diventare suo allievo. Il maestro lo invita a suonare e poi gli dice:

“Signore, non avete suonato male… Conoscete la posizione del corpo e non vi difetta il sentimento. L’archetto sobbalza e la mano sinistra salta come uno scoiattolo, come un’anguilla sulle corde…Gli abbellimenti sono ingegnosi e a volte gradevoli ma…non ho udito musica! Potete aiutare coloro che danzano, accompagnare gli attori che cantano sulla scena. Ciò che scriverete piacerà, non sbalordirà mai! Vi guadagnerete da vivere, sarete circondato da musica ma non sarete un musicista! Avete un cuore per sentire? Avete idea di cosa siano i suoni quando non servono per danzare o per dilettare le orecchie del re?".

Pressato dalle insistenze delle figlie, l’intransigente maestro (di fede giansenista) decide di impartire i suoi insegnamenti a Marin. (...)

 

 Per lo sviluppo della trama, il commento e le note critiche si rimanda al volume 

                                        "Il cineforum del dottor Freud"

                                                 di Ignazio Senatore

                                         Centro Scientifico Editore (2004)

                 

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