Tutti pazzi per Mary (There’s something about Mary)

di Bobby e Peter Farrelly con Cameron Diaz, Matt Dillon, Ben Stiller, Richard Jenkins  – USA – 1998 – Durata 119’

 

Mary Jenson (Cameron Diaz) è l’oggetto di desiderio della scolaresca maschile. Lei ha un fratello handicappato che è vittima degli stupidi scherzi dei compagni di classe. Ted (Ben Stiller) prende le sue difese e Mary, colpita dalla sua sensibilità, gli chiede di farle da partner alla festa della scuola. Ted è entusiasta ma in quello stesso giorno, vittima di un paradossale incidente, è ricoverato in ospedale, Mary parte per la Florida e Ted la perde di vista. Dopo dodici anni ingaggia Pat (Matt Dillon) un detective privato per rintracciare la sua donna del cuore. La ritrova a Miami e, dopo una serie di incredibili colpi di scena, riesce a conquistare il suo cuore.

Commedia esilarante e politicamente scorretta che ha sbancato la botteghino. Il film va citato per una singola scena; Ted (Ben Stiller) è sdraiato sul lettino e sta raccontando al suo analista (Richard Jenkins) del suo primo incontro con Mary e della sfortunata disavventura di cui era rimasto vittima prima di accompagnarla al ballo della scuola. Mentre si sta raccontando, il suo analista, senza farsene accorgere, sguscia via dalla stanza per sgranocchiare qualcosa. Un attimo dopo rientra con un bel tovagliolo ancora annodato al collo e, dopo aver masticato con gusto qualcosa tra i denti, si rivolge a lui, accenna alla rinfusa alla sua presunta omosessualità e gli annuncia che il tempo della seduta è scaduto. L’idea di uno psicoanalista che s’allontana dalla stanza della terapia mentre il paziente è sdraiato sul lettino ed è lasciato a parlare da solo non è originale ed era già comparso ne Il visone sulla pelle di Delbert Mann (1962) ma i fratelli Farrelly la ripropongono con qualche variante e con sufficiente leggerezza.

 

 

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