L’ululato (The howling)

di Joe Dante  con Dee Fallace- Stone, Patrick Macnee, Robert Picaro, Elizabeth Brooks, Belinda Balasci, Kevin McCarthy – USA – 1981 – Durata 91’ – V.M 14

 

Eddie Queest (Robert Picardo) un lupo mannaro sta funestando una piccola cittadina americana e tempestando di telefonate minacciose Karen White (Dee Fallace-Stone) giovane giornalista di una televisione californiana. La donna accetta di fare da esca per la polizia, gli da appuntamento in un peep-show dove è freddato brutalmente da un poliziotto.  Sconvolta dall’accaduto, nel corso di una seduta di terapia di gruppo, Karen prova, inutilmente, a rievocare quel tragico evento e, vedendola profondamente scossa e turbata il dottor George Waggner (Patrick Macnee) le consiglia a un ricovero nella clinica psichiatrica di sua proprietà. Accompagnata da Bill (Christopher  Stone) suo marito, Karen sembra rigenerata. Ma il cadavere di Eddie scompare misteriosamente dall’obitorio, dal bosco provengono voci ed ululati sempre più minacciosi e Bill, dopo essere stato attirato nella trappola dalla sensuale Marsha (Elizabeth Brooks) si trasforma in lupo mannaro. Grazie anche all’aiuto dei suoi colleghi Terry (Belinda Balasci) e Fred (Kevin McCarthy), Karen scopre che nella clinica del dottor Waggner il dottore compiva degli strani esperimenti sugli altri ricoverati trasformandoli in licantropi. Un finale orfico chiude la vicenda.

Il regista vuole mescolare horror ed il grottesco, prova a colpire l’immaginazione dello spettatore con gli effetti speciali ma finisce per combinare un’autentica frittata. Il film si apre con il dottor Waggner che nel corso di un’intervista televisiva dichiara: “La repressione è la madre delle nevrosi e dei propri tormenti. Naturalmente lo stress aumenta quando combattiamo contro i nostri impulsi. Abbiamo mai sentito parlare del magnetismo animale? L’uomo si sente come se avesse perso qualcosa di prezioso, nella lunga evoluzione verso la civilizzazione umana e questo è abbastanza naturale. Non dovremmo mai cercare di reprimere la bestia, l’animale che è in noi.” Lo psichiatra esce quasi subito di scena e la pellicola scivola nell’horror di maniera condito con diverse scene splatter e dal sapore decisamente forte.

Da segnalare la fugace apparizione nel film del mitico regista Roger Corman. Da un romanzo di Gary Brandner.

 

Torna alla Homepage »