
L'uomo caffellatte (The
watermelon man)
di Melvin Van Peebles con
Godfrey Cambridge, Estelle Parsons, Howard Caine, Kay Kimberly - USA - 1970 –
Durata
Jeff Gerber (Godfrey
Cambridge), agente di assicurazioni ed incallito razzista, vive con la moglie
Altea (Estelle Parsons) ed i suoi due bambini in una piccola cittadina del sud
dell’America. Jeff ha la passione per le lampade solari ed una mattina,
magicamente, si ritrova con la pelle nera come un carbone. Prova, invano, a
sbiancarsi con creme, saponi e detersivi e dopo essersi rintanato in casa per
qualche giorno, decide di affrontare la realtà e di presentarsi in ufficio. Il
signor Towsend (Howard Caine), il suo odioso principale, cerca di approfittare
della paradossale situazione e gli propone di estendere le polizze assicurative
nei quartieri dei neri. Ben presto le certezze di Jeff iniziano a vacillare;
Althea è sempre più nervosa ed emotivamente distante, i vicini di casa
rumoreggiano, i colleghi d’ufficio sono scostanti e Towsend è su tutte le furie
perché Jeff sta facendo aprire gli occhi ai neri che avevano in passato
stipulato dei contratti capestro con la sua agenzia. La conferma che Jeff ha un
negro fra i suoi antenati è la goccia che fa traboccare il vaso; i vicini gli
impongono di andare via e lo costringono a vendere casa ed Althea
se ne va con i figli dalla sorella ad Indianapolis. Jeff ha una breve
avventura con Erica (Kay Kimberly), una collega di lavoro ma quando scopre che
lei va a letto con lui solo perché si eccita a far l’amore con un nero,
Il regista, padre del cinema black americano, dirige una pellicola agrodolce; divertente e frizzante nella prima parte, amara e riflessiva nella seconda. Van Peebles non vuole confezionare un film militante ma è politicamente incisivo e con un tocco irriverente mette alla berlina l’ipocrisia e il razzismo strisciante dei bianchi. Jeff è descritto come uno sbruffone, antipatico, vuoto, e superficiale che lancia battute sprezzanti contro i neri ma, dopo aver mutato il colore della pelle, apre gli occhi sulla realtà e, passo dopo passo, acquisisca una maggiore coscienza di se stesso. Dura e sferzante la scena finale con il protagonista che insieme ai suoi amici neri si addestra in palestra con dei nerboruti bastoni di legno ed è pronto a combattere.