
L’uomo che
ride (The Man Who
Laughs)
di Paul Leni con
Conrad Veidt, Mary Philbin, Olga Baclanova, Cesare Gravina, - USA 1928 – Durata
Londra, fine Settecento. Il
piccolo Gwynpaline a due anni è
stato sfigurato dagli indiani comprachicos che, con un’operazione, gli
hanno stampato in volto un perenne e sardonico sorriso. Soccorso da Ursus
(Cesare Gravina) cresce con lui e, divenuto adulto (Conrad Veidt) è esibito come
fenomeno da baraccone in un circo girovago. Un giorno
Gwynpaline incontra
Capolavoro del muto, sonorizzato nel 1930, con un finale a lieto fine (il protagonista doveva morire tra le braccia di Dea) imposto dalla produzione diverso dal romanzo L'homme qui rit (1869) di Victor Hugo da cui è ispirato. Per tutto il film la rabbia e la vendetta di Gwynpaline sembrano esplodere da un momento all’altro ma il regista le tiene al bavaglio e si limita a contrapporre la meschinità e la crudeltà degli uomini della Corte alla semplicità e la bontà dei poveri compagni di viaggio del protagonista. La maschera tragica di Gwynpaline è resa indimenticabile da una superlativa recitazione di Conrad Veidt a cui fa da contro-altare l’angelico e soave visino di Mary Philbin.