
L’uomo che uccideva
a sangue freddo (Traitement de choc)
di Alan Jessua con Alain Delon, Annie
Girardot, Robert Hirsch – Francia – 1972- Durata 91’- V.M 14
Helen Masson (Annie Girardot) una ricca imprenditrice di trentotto anni è in piena crisi sentimentale. Per incollare i cocci della propria vita decide di ricoverarsi nella clinica diretta dal dottor Deviliers (Alain Delon) e di sottoporsi alle sue miracolose cure di ringiovanimento. In quel paradiso terrestre incontra Jerome Savignat (Robert Hirsch) un suo amico omosessuale, ridotto sul lastrico, che la mette in guardia sulle strane terapie somministrate in quella clinica che, a suo dire, creano, dipendenza ed assuefazione. Jerome muore in circostanze misteriose ed Helen, sconvolta, decide di partire ma il dottor Deviliers, dopo aver provato inizialmente a dissuaderla, glielo impedisce con ogni mezzo. La morte improvvisa di alcuni dipendenti nativi del luogo amplifica i sospetti di Helen che scopre i turpi traffici del dottore; Deviliers per procurarsi il sangue necessario per le sue miracolose pozioni non si faceva scrupolo di uccidere gli indigeni del luogo.
Pellicola anomala che
costeggia il thriller e la fantascienza e si tinge, sul finale, di giallo. Nelle
prime battute del film Helen sembra a pezzi ed è sottoposta a visita da uno
scrupoloso dottore che, dopo averla sottoposta a dei misteriosi raggi, le dice:
“Osservi queste linee…Indicano un
ripiegamento su se stessa, uno stato depressivo. Soffre di esaurimento nervoso.”
Lei stessa conferma questa diagnosi ed al dottor Deviliers confessa di essersi
ricoverarsi dopo essere stata piantata dal suo uomo:
“Quella volta ho rotto il guscio. Le
rughe, le palpebre e dietro questi segni l’angoscia, la paura di invecchiare,