
L’urlo (Howl)
di Rob Epstein e Jeffrey Friedman con James Franco, Todd Rotondi, Andrew Rogers
– USA – 2010 – Durata
Immaginate un regista italiano che trae
ispirazione per un film a partire da una poesia di Petrarca, Pascoli o
Ungaretti? Difficile che accada, per non dire impossibile. Rob Epstein e Jeffrey
Friedman, invece, con coraggio, hanno reso omaggio alla celebre poesia “Urlo” di
Allen Ginsberg, diventata il manifesto della Beat Generation, ed hanno
confezionato una pellicola originale che ci riporta al 1955, anno nel quale a
San Francisco, l’allora ventinovenne poeta in un reading, la lesse di fronte al
pubblico del Six Gallery. La pellicola è idealmente divisa in più parti; una
(abbastanza noiosa) che ci riporta alle aule del tribunale dove Ginsberg fu
accusato di oscenità insieme a Lawrence Ferlinghetti (Andrew Rogers), il suo
editore; un’altra (la più debole) con inserti d’animazione che traducono in
immagini i versi della poesia; un’altra ancora che esplora le riflessioni di
Ginsberg sulla letteratura e sull’arte dello scrivere ed, infine, quella più
convincente (in bianco e nero) che mostra Ginsberg (James Franco) che legge
“Urlo” e che racconta le sue frequentazioni con Jack Kerouac (Todd Rotondi) Carl
Solomon, Neal Cassady e Peter Orlowsky. Sullo sfondo gli amori omosessuali del
poeta, il suo ricovero di otto mesi in un manicomio ed il suicidio della madre.
Splendido documento dell’epoca, il film rispolvera i fantasmi del maccartismo,
ripropone una riflessione sulla libertà d'espressione e fa riflettere sui tabù,
duri a morire, che infestano ogni epoca. Splendida la colonna sonora di Carter
Burwell. Nel cast Jeff Daniels, Alessandro Nivola, Mary Louise Parker. Una
produzione di Gus Van Sant.
Recensione pubblicata su Segno Cinema - N. 171 Settembre - Ottobre 2011