
Valerie, diario di una ninfomane
di
Christian Molina con
Belén Fabra,
Leonardo Sbaraglia,
Geraldine Chaplin,
Angela Molina – Spagna – 2008 – Durata
Valerie (Belén
Fabra) simpatica e spigliata è
ancora alla ricerca del proprio
equilibrio e non sa resistere all’impulso di tuffarsi in fugaci e deludenti
avventure erotiche e di annotare poi in un diario le proprie riflessioni. In
cerca di
lavoro s’imbatte in Jaime (Leonardo Sbaraglia) un manager ricco ed affascinante
dal carattere instabile, infantile e violento. Delusa ed amareggiata dal suo
comportamento, Valerie, dopo essere colata a picco nel baratro della
depressione, decide di nutrirsi solo di sesso e frequenta, come prostituta, la
casa d’appuntamenti gestita da Antonia (Angela Molina). Dopo aver collezionato
delle piccanti notti d’amore ed aver incrociato un universo maschile popolato
solo da personaggi perversi e malsani, Valérie riprende in mano le redini della
propria vita.
Il regista non punta (intelligentemente) su un’attrice che spruzza erotismo da tutti i pori ma sulla Fabra, un’attrice dolce ed elegante, dal viso acqua e sapone. Sin dalle prime battute s’intuisce che Valerie è maledettamente sola, incapace di elaborare il lutto per la perdita della sua adorata nonna (un’intensa Geraldine Chaplin) e che si tuffa tra le braccia dei suoi innumerevoli amanti nella (vana) speranza di poter scaldare il proprio cuore. “Approfitta della vita più che più che puoi” è quello che le suggeriva la nonna ma Valerie non è Severine, l’indimenticabile protagonista di “Bella di giorno” e la sua discesa negli inferi della perdizione non scuote, nè scandalizza. Nonostante il titolo ammiccante, che avrebbe potuto catturare gli spettatori meno smaliziati, la confezione risulta fredda e patinata e per il candore con cui Molina filma le scene erotiche, il film potrebbe essere proiettato in una qualsiasi sala parrocchiale. Liberamente tratto dall’omonimo romanzo di Valérie Tasso.
Recensione pubblicata sulla
Rivista Segno Cinema - N 159 - Settembre - Ottobre 2009