La vita sognata degli angeli (La vie rêvée des anges)

di Erick Zonca con Elodie Bouchez, Natacha Régnier, Jo Prestia, Grégoire Olin – Francia -  1998 – Durata 117’

 

Isabel (Elodie Bouchez) ventenne ribelle ed un po’ sbandata vive di lavoretti saltuari e sbarca il lunario vendendo per strada dei biglietti augurali. Incontra Marie (Natacha Régnier), sua coetanea che lavora in una piccola fabbrica tessile ed abita in un appartamento di proprietà della signora Val,  ricoverata in ospedale insieme alla figlia Sandrine, vittime entrambe di un grave incidente stradale ed attualmente ricoverate in ospedale. Isabel e Marie legano immediatamente, e vanno a vivere insieme e, gironzolando per la città, fanno amicizia con Charly (Patrick Mercato) e Fredo (Jo Prestia) due buttafuori di un locale di proprietà del ricco e giovane Chriss (Grégoire Olin). Marie ha una breve relazione con Charlie ma s’innamora di Chriss. Isa, non è meno smaliziata della sua amica ma, dopo aver trovato il diario di Sandrine, si intenerisce alla storia di questa ragazza quindicenne in coma e va a trovarla sempre più frequentemente in ospedale. La storia con Chriss non decolla e Marie è sempre più nervosa ed irritabile. Quando Isa le confida che il suo amato è solo un avventuriero e che ha una relazione con un’altra ragazza, le due fanno scintille, litigano e decidono di andarsene ognuna per la propria strada. Il giorno in cui Sandrine esce dal coma, Isabel, festante, corre dalla sua amica per comunicarle la lieta notizia ma proprio in quel momento Marie, avendo avuto la conferma che Chriss non l’ama, si uccide, gettandosi dalla finestra.

Al debutto, il regista ambienta la vicenda a Lilla e racconta una tenera e melanconica amicizia al femminile. La prima parte del film è frizzante e mostra due ragazze libere come l’aria, felici e spensierate che fanno amicizia, hanno qualche fugace avventura, scherzano ed affrontano a muso duro la vita. Nel corso della vicenda il clima si incupisce sempre più ed i destini delle due protagoniste finiscono, inevitabilmente, per divergere; Isabel, vitale ed esuberante rimane con i piedi per terra e si nutre della speranza che Sandrine possa riaffacciarsi alla vita, Marie, ingenua sognatrice, si spezza dentro dopo aver scoperto che Chriss non è il suo principe azzurro. L’inquieta Marie è descritta come una ragazza  che finché era stata sostenuta da Isabel, aveva retto agli urti della vita e non appena il loro rapporto d’amicizia si era incrinato, sola e priva di un sostegno emotivo, si era persa, sentendo franare il terreno sotto i piedi. Il suo suicidio lascia l’amaro in bocca e rende ancora più sofferta e drammatica la vicenda.  Palma d'oro al Festival di Cannes 1998 per la  migliore interpretazione femminile a Elodie Bouchez ed a Natacha Régnier.

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