Premio Vittorio Mezzogiorno
Non è facile essere figli di
genitori famosi. Non tutti hanno, infatti, le ginocchia salde, le spalle larghe
e la scorza dura e resistente per reggere al paragone con il proprio illustre
predecessore. Il più delle volte, chi eredita questa pesante eredità,
annaspa, vacilla, e cerca disperatamente di rimanere a galla. A differenza dei
figli di Gassman, di Tognazzi e di Mastroianni, Giovanna Mezzogiorno, tenace,
solare, bellissima e piena di vitalità, non solo ha costruito passo dopo passo
una folgorante carriera d’attrice ma, evitando di lasciarsi schiacciare dal peso
artistico di suo padre Vittorio, è riuscita a tenerne sempre vivo il suo
ricordo, dando vita al Premio a lui dedicato, giunto quest’anno alla terza
edizione. E se negli anni passati erano stati insigniti del prestigioso
riconoscimento attori ed autori di teatro emergenti come Ascanio Celestini e
Davide Enia ed attrici cinematografiche rivelazioni come Teresa Saponangelo e
Cristiana Capotondi, quest’anno il “Premio Vittorio Mezzogiorno” è stato dato a
Federica Festa, attrice autrice di diversi spettacoli al Teatro dell’Orologio di
Roma ed a Valerio Mastandrea. E’la stessa Giovanna Mezzogiorno che illustra i
criteri con cui sono stati scelti i due vincitori: “Come negli anni precedenti
questo riconoscimento viene dato ad attori che non solo brillano come persone
per la loro purezza ma che, fedeli ad un’etica particolare, invece, di inseguire
un certo successo modaiolo, furbo e commerciale, non sono scesi a compromessi,
proprio come aveva fatto mio padre. Un premio non dato ad attori glamour ma a
chi, avendo talento, non si è venduto ad una logica di vanità e di mercato”.
Rispetto agli anni precedenti quest’anno è stato istituito anche un premio
speciale assegnato a Michele Placido: “Con Vittorio abbiamo iniziato insieme con
un film “Indagine su una rapina”, girato nel 1971 per la televisione, diretto da
Gianpietro Galeazzo e mai mandato in onda perché bloccato da un giudice perchè
era ancora in atto il processo contro i malavitosi che compirono la rapina. Due
anni dopo ci ritrovammo per ”Il picciotto”, diretto da Negrin dove io
interpretavo un giovane mafioso e Vittorio un giudice che cercava di convincermi
a rivolgermi alla giustizia. Infine, lavorammo insieme in “Tre fratelli” di
Francesco Rosi. Confesso che fui un po’ geloso dell’incredibile successo che
Vittorio raccolse in Francia come attore di teatro ed all’inizio non capii
perché avesse scelto di andare a recitare in giro per l’Europa. Lui amava il
cinema americano, gli attori che recitavano con il metodo dell’Actor’s studios
ma sono certo che sarebbe tornato a lavorare a Napoli ed a fare teatro nella sua
città”. In attesa di terminare la sceneggiatura del suo film sui fermenti
del 68, Michele Placido interpreterà Aldo Moro in un film per la televisione,
diretto da Tavarelli: “Più che la vicenda politica al regista interessa la
vicenda umana che ruota intorno ad uno degli episodi più oscuri degli ultimi
decenni ed analizzerà le reazioni dei figli e della moglie dello statista e
quella dei familiari dei cinque poliziotti della scorta che furono uccisi nel
corso del tragico rapimento.” Valerio Mastandrea è raggiante per il premio
ottenuto:”Vittorio era un attore intelligente e sanguigno e la sua
interpretazione in “Tre fratelli” mi ha letteralmente stregato”. E’ lui stesso
che annuncia che agli inizi di maggio sarà sul grande schermo, al fianco di
Giovanna Mezzogiorno in una divertente dark-commedy dal titolo “Notturno bus”,
diretta dal regista esordiente Davide Marengo. Federica Festa sfoggia un radioso
sorriso e, nel ringraziare per il premio ricevuto, cita Peter Brook, il grande
regista teatrale che ha diretto Vittorio Mezzogiorno a teatro e nel monumentale
“Mahabharata”: “Occorre fare un teatro necessario.”
Articolo pubblicato su Il Napoli – Epolis – 3-4-2007