I vizi morbosi di una governante

di Filippo Walter Ratti  con Isabelle Marcha, Corrado Gaipa, Roberto Zattini, Patrizia Gori - Italia – 1977 – Durata 95’ – V.M 18

 

Nel vecchio castello di sua proprietà un barone da tempo paralitico, vive in compagnia del dottor Olsen, il suo medico personale, dei due domestici Hans e Berta ed il baronetto Leandro (Roberto Zattini) un ragazzino mutacico, psicologicamente disturbato, immerso nel proprio mondo che trascorre le giornate imbalsamando animali. Reduce da un viaggio a Bombay ed accompagnata dai suoi amici giunge al castello la contessina Ileana (Isabelle Marcha) e la stessa notte Elsa (Patrizia Gori) una sua amica, è assassinata. I sospetti della polizia cadono sugli ospiti e mentre si susseguono altri delitti, scompaiono nel castello dei gioielli ed un prezioso smeraldo. Qualche indizio sembra inchiodare Leandro ma dopo l’uccisione di Olsen e di Hans, un instancabile ispettore (Corrado Gaipa) smaschera Berta, la sanguinaria assassina.

Il regista non lesina qualche nudo femminile, un paio di scena gore (l’assassina dopo aver compiuto i delitti strappa gli occhi alle sue vittime) ed rimpolpa la trama con degli inseguimenti tra bande per un traffico di droga. La pellicola non regala particolari emozioni ed a dispetto del titolo non è affatto pervasa da particolari atmosfere licenziose e morbose. Il regista si riscatta con un intenso flashback in bianco e nero che mostra la dolente figura di Leandro che, ancora bambino, assassina un uomo (il padre?) mentre era a letto con la madre. Vittima di quel trauma aveva scelto, da allora, di vivere nei sotterranei del castello, trascorrendo tutto il tempo ad imbalsamare animali.

 

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