
Papa al tempo della CNN
Morto un Papa se ne fa un
altro. E’ questa una delle leggi ineluttabili del mondo. Eppure, all’inizio del
Novecento, due giganti della cultura, partendo da due vertici opposti, avevano
tentato di dar una spallata all’etica religiosa. Ci provò, dapprima, Karl
Marx, fondatore della dottrina comunista. "La religione è l’oppio dei popoli".
Con questa sua lapidaria affermazione, il grande rivoluzionario sostenne che le
Sacre (?) Scritture, in maniera volutamente ambigua e fuorviante, suggerivano ai
poveri ed agli oppressi, di "non" cercare la felicità in questo mondo ma nel
Regno dei cieli. Secondo il suo pensiero, la Chiesa, sin dalla sue
origini, aveva svolto di fatto, una funzione politica di appoggio alla classe
dominante e più che invitare i poveri a lottare contro la ingiustizie sociali,
li aveva sempre ammansiti, istruendoli alla passività, alla rinuncia, al
sacrificio. Poi venne Sigmund
Freud, grande conoscitore dell’animo umano. Nei suoi scritti ("Totem e tabù" e
ne "L’avvenire di un’illusione") si interrogò sui possibili legami esistenti tra
l’inconscio e la religione. Secondo
il grande maestro viennese, il bambino, quando è piccolo, è incapace di
prendersi cura di se stesso e dipende in maniera assoluta dalle cure della
madre. Se questa si mostra come una nutrice, calda ed affettuosa, il piccolo
potrà mettere da parte le proprie angosce e strutturare un atteggiamento
fiducioso verso il mondo esterno. Man mano che il bambino cresce, scopre, però,
che i propri genitori, che credeva invincibili ed onnipotenti, non possono nulla
contro l’eterna debolezza e precarietà della condizione umana. Per porre riparo
a questo stato d’angoscia, al bambino divenuto ormai adulto, non resta che
credere nell’esistenza di un dio, infallibile ed onnisciente, che lo preservi
per il futuro e si prenda cura di lui. La
religione, quindi, secondo Freud, non è altro che un conforto, un’illusione. E’
l’uomo stesso che ha ideato questo pensiero magico, primitivo ed infantile, per
negare la propria fatale impotenza di fronte alla morte.
Nonostante gli illuminanti contributi
di questi due grandi pensatori laici,
la Chiesa cattolica regna ancora indisturbata e sovrana nel
mondo. Mi si potrà obiettare che il gran numero di fedeli, pur
professando la religione cattolica, in realtà, nutre una grande tensione verso
l’Assoluto, verso un essere supremo (spesso individualizzato, sconosciuto e
senza nome) e che questo bisogno interiore, presente in ogni singolo individuo,
non deve essere confuso con i guasti derivati da una Chiesa schierata da sempre
dalla parte del più forte ed in affari con il potere finanziario e politico.
Che questa ricerca di Altro sia oggi presente nella gran massa delle persone,
lo dimostra il numero enorme di "pellegrini" che si sono recati a Roma per
offrire il loro personale tributo a Giovanni Paolo II.
Nei giorni precedenti e successivi
alla morte del Pontefice, è successo di tutto; speciali televisivi, inserti a
più pagine sui maggiori quotidiani e magazine italiani, vecchie interviste
ripescate negli scantinati della RAI, programmazione a tutto campo di vecchi
documentari. Di fronte a questo imponente bombardamento mediatico, il
regista italo-americano Francis Ford Coppola (autore della sagra de "Il padrino"
e di "Apocalypse Now") in maniera caustica e tagliente, ha così commentato:
"Perché siete sorpresi e vi meravigliate? E’ il primo papa che è morto nell’era
della CNN". "Non si può regnare ed essere innocenti" affermava Sant-
Just, nel 1792, nel suo Discorso alla Convenzione, ed in questa celebrazione
post-mortem, nessuno (tranne rare eccezioni) si è sottratto al coro degli "yes
man" ricordando gli innumerevoli errori dell’ex Santo Padre.
Come dimenticare le sue ostinate
posizioni tese negare l’uso dei preservativi alle popolazioni africane affette
da AIDS, le sue imbarazzanti apparizioni in pubblico al fianco di Pinochet e di
altri dittatori sparsi nel mondo, gli strani intrecci tra lo IOR (la banca
Vaticana) il banchiere Calvi (assassinato, poi, a Londra) i servizi segreti
deviati dello Stato e la camorra? Il nuovo papa? I teologi hanno già anticipato
che Benedetto XVI, fedele custode della tradizione, non farà un passo in favore
dell’eutanasia, del sacerdozio alle donne e all’uso dei contraccettivi.
Mi auguro che almeno vieti (non come fece il suo predecessore) ai vescovi ed ai
cardinali di benedire le navi che dovranno partire in futuro per le prossime
guerre, siano esse in Iraq, in Afganistan od in qualsiasi altra parte del mondo.
La Voce della Campania
– Numero 5 – Maggio 2005
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