Red Joa di Trevor Nunn

9 Ottobre 2019 | Di Ignazio Senatore
Red Joa di Trevor Nunn
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Strana carriera quella di Trevor Nunn, regista esordiente nel ’75 e autore solo di altre due pellicole (’86 e ’96) prima di questa calligrafica e convenzionale spy- story, tratta dal romanzo “La ragazza del KGB” di Jennie Rooney ed ispirato alla storia vera di Melita Norwood. Nunn ambienta la vicenda nel 2000, quando l’anziana Joan Stanley (Judi Dench) è arrestata con l’accusa di essere ”l’agente Lotto”, una spia al servizio dei russi e di aver tramato contro l’Inghilterra sin dagli anni giovanili. Il regista, con degli insistiti flashback, mescola continuamente i piani temporali e mostra la giovane Joan (Sophie Cookson), studentessa di fisica, che nel ’38 entra a far parte di un programma di ricerca che sta progettando una potentissima bomba e s’innamora di Leo Galich (Tom Hughes), giovane rivoluzionario comunista. Il regista sceglie una narrazione classicheggiante e, più che imprimere un ritmo elettrico e febbricitante, lascia che la vicenda scorra, primariamente, su dei binari di una banale a sonnecchiante love-story.

Recensione pubblicata sulla Rivista Segno Cinema 219 – Settembre – Ottobre 2019

 

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