Chicago. Il dottor Thomas Vrain (Donald Sutherland), sposato con la dolce Tilla (Sharon Acker), e papà della piccola Sally, è un affermato cardiochirurgo e direttore della clinica di radiochirurgia, specializzato nelle operazioni a cuore aperto.
Nella sua clinica il classico pellegrinaggio di pazienti molto gravi e spesso in fin di vita che, da ogni parte della nazione, sperano in un miracolo. I colleghi sono scettici riguardo all’ipotesi di trapiantare dei cuori artificiali nell’uomo ma Aldo Gehring (Jeff Goldblum), giovane bioingegnere, che da dodici anni conduce delle ricerche sui cuori artificiali, decide di collaborare con lui e entra nella sua equipe.
Vrain effettua su Henry (Michale Lerner) il trapianto di cuore da un donatore, morto in un incidente stradale e l’operazione risulta perfettamente riuscita.
Ghering, intanto, instancabile ricercatore, dopo alcuni tentativi fallimentari, migliora sempre più il cuore artificiale al quale sta lavorando e la sua ultima idea è quella di inserire un magnete, in lega speciale al cobalto, che aziona il motore della pompa cardiaca. Henry ha una crisi di rigetto e muore.
Vrain non si abbatte e prospetta a Carole Severance (Mare Winnigham), una paziente ventenne, affetta da una malattia cardiaca incurabile, l’ipotesi di impiantarle un cuore artificiale, pratica fino ad allora sperimentata solo sigli animali. I colleghi del Comitato Etico ritengono troppo rischioso questo tipo di intervento ma il Vrain lo effettua egualmente e l’esisto è favorevole.
Vrain continua a mantenere un profilo basso e affronta serenamente le conseguenze disciplinari della sua scelta; Gehring, invece, si gode la popolarità ed è assunto come opinionista in un programma pseudo-scientifico. Anche se scoppia di salute, Carole va in crisi perché teme il rigetto e per l’idea di avere un pezzo artificiale nel suo corpo.
Pearce dirige un film retorico, dal taglio documentaristico, che, per la lentezza, sfinisce lo spettatore. Ad appesantire la narrazione i dialoghi, fin troppo tecnici e specialistici tra i dottori e l’enfasi con la quale il regista descrive Vrain e Gehring. La trama é ispirata al dottor Barney Clark, cardiochirurgo, che effettuò in Canada il primo trapianto di cuore artificiale. Sutherland, spento e fuori registro, non riesce a dare la carica giusta al suo personaggio.
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