Aiuto. C’è un dottore in sala? I medici nei film tra dramma e commedie

12 Febbraio 2020 | Di Ignazio Senatore
Aiuto. C’è un dottore in sala? I medici nei film tra dramma e commedie
Scritti di Ignazio Senatore sui rapporti tra Cinema e psiche
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Quante e diverse le rappresentazioni della figura del medico sullo schermo. Si va da quella dello scienziato/ricercatore salvatore dell’umanità (“Il prigioniero dell’isola degli squali”), a quella del “medico mago”, che viola le leggi della conoscenza umana (“Il dr Jekill e Mr. Hyde”). Non mancano quelle che mostrano chi, in nome del progresso scientifico, pratica esperimenti che travalicano la morale e l’etica professionale (“L’isola del Dr. Moreau”) e del chirurgo corrotto, alla ricerca frenetica del successo personale, dimentico delle norme che regolano il codice deontologico (“Bisturi, la mafia bianca”. A chiudere il cerchio chi, in combutta con l’ammalata, cerca di fregare la compagnia d’assicurazione (“Malice Il sospetto”).

Fortuna che, registi e sceneggiatori, hanno anche messo in campo medici che riscattano questi impresentabili colleghi.

Messi da parte quelli dal fascino irresistibile e oggetto di desiderio delle loro pazienti (“Il dottor T e le donne”), in “Un medico, un uomo” di Randa Haines, il protagonista è un chirurgo cardio-polmonare che tratta i pazienti con sufficienza e distacco. Gli diagnosticano un “polipo” alle corde vocali e, dopo essere diventato anche lui un “paziente”, comprende cosa significa essere in balia di specialisti saccenti e indifferenti.

Per quanto attiene alla cinematografia nostrana come dimenticare il terzo episodio di “Caro Diario”, diretto da Nanni Moretti? Con un pizzico di sarcasmo ed ironia, il regista romano ricostruisce la sua odissea d’ammalato e narra come, nonostante avesse consultato i “migliori” dermatologici, nessun specialista  sia riuscito a comprendere che l’anormale prurito che lo tormentava era uno dei sintomi del Morbo di Hodgkin. Ma è innegabile che per tutti la figura del medico sullo schermo è quella legata a “Il medico della mutua” di Luigi Zampa, immortalato da un inimitabile Alberto Sordi nei panni del dottor Tersilli, un giovane medico arrivista, disposto a tutto pur di far carriera e diventare “massimalista”. Raggiunto il suo scopo, é ricoverato per esaurimento nervoso, finisce nelle grinfie dei colleghi che sperano di ereditare i suoi pazienti.

Articolo pubblicato sulla Rivista Optima Salute

 

 

 

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