Alba Pairetti: “Ecco gli squadristi della tastiera”

2 Febbraio 2020 | Di Ignazio Senatore
Alba Pairetti: “Ecco gli squadristi della tastiera”
Ignazio Senatore Intervista...
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Mentre i dati pubblicati dal Rapporto Italia Eurispes denotano come il 10,2% dei meridionali si sia detto “molto d’accordo” sul fatto che “L’Olocausto non ha prodotto così tante vittime” (il 5% nega anche che sia avvenuto), testimoniando una parte minoritaria della popolazione nazionale, ignori o non conosca eventi decisivi della storia del Novecento, come la Shoah e l’Olocausto. Un tema che il Corriere del Mezzogiorno ha scandagliato nell’edizione di ieri, la cui pagina Alba Pairetti ha postato sul suo profilo Istagram a proposito di quella intolleranza, figlia dell’ignoranza. La showgirl, ospite su Retequattro, è stata travolta, qualche giorno fa da una pioggia di insulti sui social per aver dichiarato: “Finché una popolazione non ha un’adeguata istruzione, non può essere in grado di votare”

Può spiegare il senso della sua contestatissima affermazione?

“Ho sbagliato perché invece di istruzione, avrei dovuto utilizzare informazione. I miei erano contadini, mio padre aveva la quinta elementare, eppure considerava la cultura un bene prezioso, un privilegio, e, prima di esprimere un parere, cercava di informarsi. Ai nostri giorni si parla per slogan. Basti pensare alla politica italiana degli ultimi trent’anni. Mio padre ha combattuto per la Resistenza e ha garantito, assieme agli altri, il diritto di voto per tutti e credo che chi lo eserciti, debba informarsi, guadagnandosi così la patente di “cittadino responsabile”. Quando parlo di informazione non penso a determinate classi sociali, ma a tutti i cittadini. I miei familiari mi hanno insegnato che bisogna difendere la storia del nostro Paese e senza riferirmi, specificatamente, a nessun politico, auspicavo il diritto a scegliere una classe politica che investi sulla cultura e abbia bene in mente gli errori della nostra storia passata.”

Su Instagram ha sottolineato come tante persone, per le sue dichiarazioni in televisione, si siano scagliate selvaggiamente contro di lei. Si aspettava tanti insulti violenti e sessisti?

“Non capisco perché, avendo trascorso una bella vita, le persone sentano il diritto di offendermi, di esprimersi nei miei confronti volgarmente. Li ho definiti “squadristi della tastiera”, gente che semina odio, pronta a picchiare duro sulla dignità altrui. Ciononostante, sono abituata a questa sorta di gogna mediatica. Quante volte mi sono sentita dire: ”Hai fatto strada perché hai allargato le gambe”. Non ho mai avuto un potente al mio fianco e, ogni volta che sono ospite in televisione, non mi sono mai espressa in maniera volgare, né offeso nessuno. Non rinuncio di certo, quando vado anche nelle trasmissioni nazional popolari, ad esternare quello che penso, con coraggio e coerenza. I social sono popolati da persone che si scatenano senza neanche approfondire quello che uno dice, tantomeno se a farlo sono chi tiene in mano le sorti del nostro Paese. Il nostro è un popolo che sembra non volersi dare la capacità di crescere. Basti vedere quante persone s’affidano passivamente, senza approfondire, a quello che dicono certi personaggi in televisione. Ricordo “La figlia di Ryan” di David Lean, un film che mi colpì molto quando uscì nelle sale:, che narra come un intero villaggio si scagli contro una donna, colpevole solo di essersi innamorata di un uomo “sbagliato”. Io sopporto tutto e, paradossalmente, chi mi attacca, non comprende che creando delle polemiche, fa il mio gioco, perché accresce il mio personaggio.”

Lei parlava, giustamente, prima di mancanza d’informazione. Come giustifica, ancora oggi . rileggendo i dati Eurispes, questo accanimento contro gli ebrei e questo disconoscimento della loro sofferenza?

“Ho buttato fuori casa una mia amica, mentre stavamo cenando, proprio per questo motivo. Secondo me gli ebrei sono odiati perché è un popolo arguto, intelligente ed invidiati per il loro potere economico.”

Articolo pubblicato su il Corriere del Mezzogiorno – 2.2.2020

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