Betty Blue (37° 2 le matin) di Jean Jacques Beinex – Francia – 1986 – Durata 120’ – V.M 18

26 Settembre 2020 | Di Ignazio Senatore
Betty Blue (37° 2 le matin) di Jean Jacques Beinex  – Francia  – 1986 – Durata 120’ – V.M 18
Schede Film e commento critico di Ignazio Senatore
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Mentre sta dipingendo delle baracche di un villaggio in riva al mare, Zorg (Jean Hugues Anglade) aspirante scrittore, incontra Betty (Beatrice Dalle) una ragazza esuberante, anticonformista ed un tantino stramba. I due s’innamorano e lei, convinta che sia un grande scrittore, che presto diventerà famoso, lo spinge a trasferirsi insieme a lei a Parigi dove trovano lavoro in un ristorante di proprietà di Lisa (Consuelo De Havilland) e di Eddye (Gerard Darmon). Betty, fragile emotivamente, ha dei frequenti scatti di nervi e litiga spesso con i clienti. I due cambiano aria e Zorg, dopo aver lavorato in un negozio di pianoforti, trova occupazione in un supermercato alimentare gestito da Bob (Jacques Matou) e da Annie (Clementine Celarie). Betty è sempre più instabile mentalmente e dopo aver perso il bambino che aveva in grembo, per la disperazione, si cava un occhio. Ricoverata in una clinica per malattie nervose è contenuta a letto; Zorg dopo aver aggredito lo psichiatra che l’aveva imbottita di psicofarmaci, per non farla più soffrire, la soffoca con un cuscino.

Poetica e disperata storia d’amore, narrata con delicatezza ed un pizzico di erotismo, specie nelle scene iniziali. L’atteggiamento paterno ed affettuoso di Zorg fa da contro-altare alla dissipata impulsività di Betty che, dopo un banale litigio, scaglia il proprio braccio contro il vetro di una porta e ancora sanguinante, scappa mezza nuda, in piena notte, per strada. Per tutta la durata del film la giovane protagonista non riesce a frenare la propria distruttiva impulsività; prende a forchettate una cliente che aveva osato protestare per il pessimo servizio del ristorante e sfregia al volto un editore che aveva osato rifiutare un romanzo scritto dal suo amato Zorg. La sua follia esplode gradatamente e, smarrita e disperata, dopo l’aborto spontaneo dichiara: “La vita è contro di me; non riesco neanche a fare un bambino”.  Il finale fa sanguinare il cuore e la scena di Betty inebetita dai farmaci e contenuta a letto nel reparto di psichiatria è da antologia. Da Oscar la colonna sonora di Gabriel Yared. Dal romanzo 37° 2 le matin di Philippe Djian.

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