Butterfly kiss – Il bacio della farfalla (Butterfly kiss) di Michael Winterbottom– G.B – 1995- Durata 85’ – V.M 14

2 Agosto 2020 | Di Ignazio Senatore
Butterfly kiss – Il bacio della farfalla (Butterfly kiss)  di Michael Winterbottom– G.B – 1995- Durata 85’ – V.M 14
Schede Film e commento critico di Ignazio Senatore
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Eunice (Amanda Plummer) gira per le stazioni di servizio dell’Inghilterra del Nord alla ricerca di un’ipotetica ragazza di nome Judith e di un brano musicale che (forse) parla d’amore. Seduce Miriam (Kathy Jamieson) una giovane donna ingenua e poco sveglia con la quale allaccia una asimmetrica relazione affettiva. Eunice si macchia di alcuni delitti e Miriam, divenuta sua complice, l’aiuta a sbarazzarsi dei cadaveri e finisce anche lei per uccidere un uomo. Durante le loro folli scorribande la lista dei loro delitti si allunga sempre più ma il finale drammatico è alle porte.

Al suo esordio Winterbottom non lascia scampo allo spettatore ed impagina un road-movie  amorale e disperato che travalica il patologico Il film duro, spietato e provocatorio mostra le spiccate caratteristiche antisociali di Eunice che uccide (fuori campo) chiunque le capiti a tiro senza un valido motivo; la sua prima vittima è, infatti, una commessa, colpevole di non conoscere la fantomatica Judith ed il titolo di una  canzone d’amore. Eunice è descritta come una donna fortemente disturbata, con la mente aggrovigliata che ama auto-infliggersi delle punizioni corporali; in una scena dal grande impatto emotivo, si denuda, si cosparge il corpo di benzina ed osserva compiaciuta i piercing ai capezzoli e la catena di ferro che, come un cilicio, le fascia i seni. Più che un angelo del Male, privo di ogni regola etica e morale, il regista la descrive come una creatura affetta da una grave crisi d’identità: “Se cammino attraverso i muri, non si accorgono di me, tanto nessuno mi vede.  Se adesso mi butto sotto, rimbalzo e ritorno su. Mi hanno dimenticato, Dio si è dimenticato di me. Io ammazzo la gente e mai che succede qualcosa! Mi dovrebbe fare a pezzi o buttarmi all’inferno e invece no! Posso fare quello che mi pare, tanto lui non mi vede, tanto nessuno mi vede” Di tanto in tanto il regista spezza la narrazione fredda ed essenziale con il primo piano di Miriam che dal carcere si rivolge allo spettatore e descrive la sua amata: “Le cose che faceva tutti le volevano fare. La maniglia che si tira sul treno tutti la vorrebbero tirare e tutti vorrebbero spaccare il vetro dell’allarme antincendio, tutti vorrebbero andarsene dal distributore  di benzina senza  pagare. La differenza era che lei lo faceva sul serio.” Vedendola decisa, autoritaria, crudele e disinibita, Miriam, una ragazza povera emotivamente, la segue come un cagnolino e, subendone il fascino, s’identifica sempre più in lei fino a mostrare, nel tragico finale, il lato più oscuro della propria anima.  A rendere ancora più intensa la narrazione la love-story estrema tra le due protagoniste che non diventa mai né banale o scontata: “Io resterò sempre con te”  le dirà Miriam e di rimando Eunice le risponde con un secco:“Ti farò diventare cattiva prima che tu mi farai diventare buona.”. Vibrante ed incisiva la colonna sonora che, in maniera nervosa e sincopata, amplifica ancora di più l’originale efferatezza dell’intera vicenda.

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