Caccia tragica di Giuseppe De Santis – Italia, 1947– Durata 90’ – B/N

26 Maggio 2026 | Di Ignazio Senatore
Caccia tragica di Giuseppe De Santis – Italia, 1947– Durata 90’ – B/N
Schede Film e commento critico di Ignazio Senatore
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…1945. Michele (Massimo Girotti) e Giovanna (Carla Del Poggio), novelli sposi, felici e contenti, viaggiano su un camion assieme a un ragioniere, incaricato di portare nella sede di una cooperativa agricola, quattro milioni di lire.

Una banda di rapinatori, composta da Alberto (Andrea Checchi), Daniela (Vivi Gioi), soprannominata Lilli Marlene, e un uomo senza scrupoli, dall’accento tedesco, blocca il camion, uccidono l’autista, il ragioniere e si impossessano del malloppo.

Alberto riconosce Michele, perché era stato richiuso con lui in un campo di concentramento, lo risparmia e gli assicura che non farà del male a Giovanna, presa come ostaggio. 

…I contadini, che speravano nel denaro del ragioniere, per comprare la terra e non farsela soffiare dai latifondisti, si uniscono ai carabinieri per dare la caccia ai malviventi.

…Ben presto i componenti della banda scoprono che le la polizia ha le matrici delle banconote che, di fatto, non sono più spendibili.

…Dopo un lungo inseguimento, i banditi si rifugiano in un capanno, ex sede di un comando tedesco. Per salvarsi, Daniela è sul punto di azionare una leva, che farebbe saltare le mine disseminate sul terreno, ma Alberto la uccide ed evita la strage. Giovanna è liberata e, sul finale, i contadini vorrebbero giustiziare Alberto, ma Michele li persuade a perdonarlo e a liberarlo.

….Cantore degli umili e del mondo contadino, De Santis, all’esordio, dirige una pellicola ricca di pathos, ambientato nelle valli di Comacchio, sul Delta del Po, e dà subito prova di essere un regista dotato di una propria marca di riconoscimento e, soprattutto, di saper dirigere le masse. Coadiuvato in sede di sceneggiatura da Michelangelo Antonioni, Umberto Barbaro, Carlo Lizzani e Cesare Zavattini, come recita il titolo del film, la vicenda, di fatto, si trasforma, ben presto, in una “caccia” che i contadini, con a capo Michele, danno ai malviventi.

…De Santis mescola avventura e impegno sociale e pone da un lato i buoni (Michele e gli altri contadini) e dall’altro i cattivi (Alberto e la cinica e perfida Daniela) e impagina una vicenda dalla quale traspare tutta la sua ammirazione per chi, sudando, lavora onestamente la terra, nella speranza di guadagnarsi quel poco da vivere.

…Al centro della narrazione Alberto e Michele che, seppur uniti in passato dallo stesso destino, hanno scelto due strade opposte. Il regista laziale non risparmia le critiche a chi ha venduto l’anima ai tedeschi e, non a caso, a morire, sul finale, Alberto si riscatterà, in qualche modo, uccidendo la feroce Daniela. De Santis regala alcune pagine di grande cinema. Su tutte due scene.

…I banditi hanno ancora in ostaggio Giovanna e devono raggiungere l’auto con la quale fuggire. Avanzano tra due ali di contadini che, per non mettere in pericolo la vita della donna, impotenti, sommergono i malviventi con una sonora e ininterrotta salva di fischi.

Poetica, quella finale con i contadini che lanciano ad Alberto delle augurali zolle di terra, scena che rimanda a quella in apertura, quando Michele e Giovanna, freschi sposi, lanciavano confetti ai contadini che seguivano il camion che li portava fuori città. …Nel cast, Folco Lullo, nei panni de lo zoppo, complice dei malviventi.

Nastro d’argento come miglior regia (ex aequo con Il delitto di Giovanni Episcopo di Alberto Lattuada). Vivi Gioi, miglior attrice non protagonista.

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