Ci lasciato il 23 settembre Claudia Cardinale, all’anagrafe Claude Joséphine Rose Cardinale, nata, in verità, a Tunisi il 15 aprile 1938, da genitori di origine siciliana. Magico il suo incontro con Valerio Zurlini,
Il regista bolognese, infatti, aveva dovuto imporla al produttore Goffredo Lombardo che non voleva affidarle il ruolo di protagonista, ne La ragazza con la valigia, perché lei aveva esordito, al cinema tre anni prima in un piccolo ruolo, ne I soliti ignoti di Mario Monicelli e, in ragione della sua voce rauca, doppiata.
La stessa Cardinale, poi confessò: “C’era un’onesta scena in un ristorante della stazione dove io, cioè Aida, che del film è la protagonista, dovevo mangiare degli spaghetti e intanto piangere. Confidavo ai ragazzi che avevo un bambino, e intanto, era affamata e addolorata. Nessuno lo sapeva, ma quel personaggio mi riguardava talmente da vicino, che scoppiai davvero in lacrime. Zurlini mi disse che ero stata brava perché si trattava di una scena molto delicata. Fu quella la prima volta in cui mi parve di poter diventare davvero un’attrice.”
Decisivi gli incontri, poi, con Visconti, che le affidò il ruolo di Angelica ne Il gattopardo e con Federico Fellini in 8 ½, dove interpreta Claudia, e per la prima volta non viene doppiata. La stessa Cardinale ricorda come Visconti fosse in polemica con Fellini e non era per niente contento che lavorasse contemporaneamente a un film di Fellini. Lei doveva essere bionda per Otto e mezzo, e scurissima per Il Gattopardo.
Per non scontentare nessuno dei due, che non l’avrebbero accettata con una parrucca, andando su e giù da Roma alla Sicilia, si tingeva alternativamente, due volte la settimana, i capelli, di biondo e di nero. Una carriera folgorante grazie alla quale si aggiudicò David di Donatello, cinque Nastri d’argento, tre Globi d’oro, il Premio Pasinetti alla Mostra di Venezia, una Grolla d’Oro.
Tra i suoi film da incorniciare: Il bell’Antonio di Mauro Bolognini, La ragazza di Bube Luigi Comencini, C’era una volta il West di Sergio Leone, Gli indifferenti di Citto Maselli, Il magnifico cornuto di Antonio Pietrangeli, Rocco e i suoi fratelli di Luchino Visconti e Fitzcarraldo, tra quelli interpretati con i registi stranieri.
Corteggiatissima, ha raccontato, più volte, con ironia e disincanto, le avances ricevute dai colleghi.
Eppure la sua vita amorosa fu costellata, per lo più, da violenze subite e da rapporti burrascosi. Giovanissima, rimase incinta in Tunisia, di un uomo più grande di lei di dieci anni, che la picchiava e la mise incinta di un figlio, Patrick, la cui nascita tenne nascosto per anni.
Nella sua autobiografia Io Claudia, tu Claudia, racconta il rapporto tormentato con Franco Cristaldi, descritto come un despota che la dominava e agiva su di lei un controllo asfissiante.
Attrice di levatura internazionale, amatissima da critica e pubblico, lascia un vuoto incolmabile.
David Niven ebbe a dire: “Secondo me, Claudia Cardinale è, dopo gli spaghetti, la più bella invenzione degli italiani.” Come dargli torto?
Articolo pubblicato sulla Rivista Il Corace – Novembre 2025
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