Colpire al cuore di Gianni Amelio – Italia – 1982 – Durata 108’

14 Febbraio 2020 | Di Ignazio Senatore
Colpire al cuore di Gianni Amelio – Italia – 1982 – Durata 108’
Schede Film e commento critico di Ignazio Senatore
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Nella casa di campagna Dario (Jean-Louis Trintignant), cinquantenne professore all’Università di Milano, riceve la visita di Giulia (Laura Morante) e di Sandro (Vanni Corbellini) un suo allievo. Il clima è disteso e suo figlio Emilio (Fausto Rossi), un quindicenne inquieto ed alla costante ricerca di regole e di certezze, approfitta per scattare delle foto. Qualche giorno dopo Emilio scopre che Sandro è morto in un attentato terroristico e, senza dir nulla al padre, consegna alla polizia le foto che aveva scattato. Saccente, pieno di sé, sempre pronto a dare lezioni, a giudicare più che a comprendere, Emilio è convinto che il padre gli nasconda qualcosa e, dopo averlo pedinato come un segugio, scopre che mantiene i contatti con Giulia, terrorista, ricercata dalla polizia. Individuato l’appartamento nel quale lei si rifugia, Emilio la denuncia e Giulia è arrestata assieme a Dario che l’aveva raggiunta per consegnarle un biglietto ferroviario per la fuga. L’ultima scena si chiude con Dario, in manette, che lancia uno sguardo interrogativo al figlio, nella vana attesa di una risposta.

Più che un film sul terrorismo ad Amelio interessa narrare l’ambivalente e conflittuale rapporto tra un padre, accecato da istanze rivoluzionarie, ed un figlio, fedele custode dell’ordine costituito e difensore dello Stato e dei valori della tradizione. Con intelligenza ed originalità il regista ribalta i ruoli e ci mostra un figlio che si preoccupa per le scelte del padre e non viceversa. Film sulla crisi dei padri e sul loro bisogno di sentirsi liberi di non dovere, a tutti i costi, indicare la strada ai figli. Dario, infatti, vorrebbe trattare Emilio come un fratello maggiore ma il figlio ha bisogno di steccati e di punti fermi e l’idea che il padre sia diverso da come appare lo destabilizza. Dario intuisce il suo disagio e, sin nelle prime battute del film, prova a mettere le carte in tavola: “Vorrei sapere perché ce l’hai con me? Che cosa ti ho fatto Cosa mi rimproveri? Cosa ti aspetti da me? Vorresti che ti dicessi dov’è il bene e dove è il male? Piacerebbe anche a me, ma padri così perfetti non ce ne sono più.“  Testardo e irremovibile, Emilio, prosegue sulla propria strada e programma la sua spietata vendetta. Sullo sfondo la figura della moglie (Laura Nucci) di Dario, descritta come una donna silenziosa, totalmente immersa nel lavoro ed ignara di tutto quello che le succede intorno, al punto che in una scena cardine, lei ha le cuffie alle orecchie ed Emilio le sussurra: “Stupida, sei una stupida”. Nastri d’argento come miglior soggetto ed a Fausto Rossi come miglior attore esordiente.

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