Con “Rukeli”, Alessandro Rak, talentuoso regista napoletano, si aggiudica il Nasto d’Argento, come miglior corto d’animazione. Un’opera dal grande valore simbolico e politico. che narra la storia di Johann Wilhelm Trollmann, soprannominato Rukeli (l’albero, nella lingua siniit) e, successivamente “gipsy”, perché di etnia rom.
Grazie al fisico possente e al suo boxare simile a quello di una danza. divenne il campione tedesco dei pesi medio-massimi. Ma il nazismo imperava e, con l’introduzione delle leggi razziali, non essendo di razza ariana, dopo un incontro fortemente pilotato a suo sfavore, perse il titolo.
Imprigionato nei campi di concentramento di Wittenberge e Neuengamme, fu riconosciuto, anni dopo, da un kapo nazista, che volle sfidarlo Rukeli vinse e fu ucciso, a soli trentasette anni, qualche giorno dopo dal suo sfidante.
Lo stesso Rak ha dischiarato che l’idea di realizzare questo corto, è nato assieme all’associazione “Chi rom e chi no”, composto da un gruppo di giovani rom e italiani, nell’ambito del Tracer un progetto internazionale che vuole sensibilizzare sul Porrainos Samudaripen, l’Olocausto dei rom, la cui giornata della memoria, cade il 2 agosto.
Con questo corto della durata di sei minuti, basato sulla sceneggiatura di Biagio Di Bernardo ed Emma Ferulano, interpretato da Antonio De Matteo e musicato da Marco Sica, Rak si conferma uno dei più ispirati registi d’animazione italiani e prosegue il percorso già intrapreso nei pluripremiati “L’arte della felicità” (2013), “Gatta Cenerentola” (2017) e “Yaya e Lennie The walking liberty” (2021).
Articolo pubblicato su Il Corriere del Mezzogiorno – 24.4.2026
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