Diario di uno scandalo (Notes on a scandal) di Richard Eyre – G.B – 2006 – Durata 92

21 Febbraio 2021 | Di Ignazio Senatore
Diario di uno scandalo (Notes on a scandal) di Richard Eyre – G.B – 2006 – Durata 92
Schede Film e commento critico di Ignazio Senatore
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Sheba Hart (Cate Blanchett) giovane professoressa di materie artistiche alla scuola Saint George, sposata con Richard (Bill Nighy) un uomo molto più anziano di lei,  è madre di Polly (Juno Temple) un’adolescente tormentata e capricciosa e di Ben (Max Lewis) un ragazzo down.  La sua esistenza tranquilla e regolare è sconvolta dall’incontro con Steven Connely (Andrew Simpson) un alunno quindicenne. I due iniziano a frequentarsi sempre più assiduamente e danno vita ad una peccaminosa relazione. Barbara Covett (Judi Dench) collega di Sheba, è l’unica depositaria dello scottante segreto. Con un passato lesbico alle spalle e segretamente innamorata della temeraria collega, Barbara crede di essere diventata la sua unica ed insostituibile amica ma il giorno che muore la sua adorata gatta, Sheba, piuttosto che andare da lei e confortarla  va a teatro per assistere alla recita di sua figlia Polly. Barbara comprende allora di non occupare la agognata centralità nel cuore di Sheba e si vendica, spifferando tutto ad un collega. Scoppia lo scandalo e Sheba finisce in prigione. Il film si chiude con  Barbara che adesca Annabelle, una tenera ed ingenua fanciulla.

Diretto con mano ferma e scevro da qualsiasi virtuosismo, il film si nutre delle straordinarie ed acute osservazioni fuori campo di Barbara che fanno da raccordo alle diverse scene del film. Sin dalle prime battute la bisbetica, gelosa e possessiva Barbara commenta gli eventi che le sfilano davanti, a partire dall’arrivo a scuola di Sheba, la sua giovane collega. Vittima della passione per il giovane Steven, Sheba finisce presto dritto all’inferno e quando Barbara le chiede come mai non sia riuscita a tenere a freno i propri istinti, le risponde: “Alla fine mi sono lasciata andare. So che ti sembrerà assurdo ma dentro di me ero convinta di averne il diritto. Mi sono sempre comportata bene. Sono stata una buona moglie, una discreta madre, ho tirato su Ben. Questa voce dentro di me continuava a ripetere: “Perché non dovresti essere cattiva almeno una volta?”  Perché non potresti trasgredire?. Te lo sei guadagnata. E’ successo così. E’ come bere un bicchiere quando sei già ubriaca.” La pellicola è tutta declinata al femminile ed il suo unico neo è quello di aver lasciato troppo sfondo il giovane Steven, al quale il regista non regala nessun commento sui tempestosi incontro amorosi con Sheba, lasciati fuori campo. Dal romanzo La donna dello scandalo di Zoe Heller.

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