Il giovane e seducente Dorian Gray (Ben Barnes), giunto a Londra, frequenta il bel mondo e l’alta società ed attira l’attenzione di Basil (Ben Chaplin), un pittore che gli chiede di poter immortalare il suo ritratto.
Dorian diventa amico di Lord Henry Wotton (Colin Firth), un uomo torbido e spregiudicato che lo invita a godere dei piaceri della vita.
Basil completa il suo dipinto e Dorian, estasiato, esprime il desiderio di rimanere per sempre giovane e che il quadro invecchi al suo posto.
Per un magico sortilegio, il suo sogno s’avvera. Dorian conosce Sybil (Rachel Hurd-Wood), una dolce e sensibile attrice e, quando lei cede alle sue richieste di trascorrere una notte d’amore, lui poi l’abbandona, accusandola di essere una ragazza leggera.
Per il dolore Sybill si suicida e Dorian scopre per la prima volta che il ritratto ha mutato espressione.
Passano gli anni, e Dorian seduce ogni donna che le capita a tiro, ma la sua immutata giovinezza inizia a destare qualche pettegolezzo e sospetto di troppo. S’innamora di Emily (Rebecca Hall), la figlia di Lord Wotton, ma quando Basil insiste per vedere il ritratto che ha dipinto, Dorian, per evitare che possa poi rivelare la verità…
Oliver Parker (Othello, Un marito ideale, L’importanza di chiamarsi Ernesto,…) allunga la schiera dei registi che hanno tradotto sullo schermo il capolavoro di Oscar Wilde ma, a differenza delle altre pellicole, mette al centro della narrazione il mefistofelico ed ambiguo rapporto tra il giovane Dorian e Lord Wotton, descritto come un corruttore che gode nello spingere il giovane protagonista alla ricerca del piacere e a non preoccuparsi di oltrepassare il limiti dell’etica e della morale.
Dopo averlo accompagnato nelle locande più infime, nei lussuosi bordelli ed invitato a fumare dell’oppio, lo sprona continuamente a godersi la propria giovinezza.
Il regista dona un tocco decadente della pellicola, lo arricchisce, sul finale, con degli effetti horror di stampo gotico e non disdegna qualche incursione nel soft-erotico.
A fare da contro-altare alla fiacca recitazione di un bollito Ben Barnes, la superba prova di Colin Firth.
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