Tommaso Carminati (Gabriele Ferzetti), assieme Tripoli (Tiberio Murgia), al caporale Pollini (Jean Marc Bory) e a un tenente (Mario Valdemarin), soldati del Terzo Squadrone, con il loro carrarmato in perlustrazione, si ritrovano su una spiaggia.
E’ l’8 settembre e il maresciallo Pietro Badoglio proclama di fatto, la fine della guerra. ….L’Italia piomba nel caos e i soldati non avendo direttive dai rispettivi comandi, non sanno cosa fare. Carminati taglia la corda, il tenente sembra scomparso nel nulla.
Tripoli e Pollini attraversano con il carrarmato dei paesini. C’è chi offre dei soldi per comprarlo e vendere il ferro che da esso ricavano, chi offre loro degli abiti borghesi.
S’imbattono in un’automobile in panne, finito in un fosso, che aveva a bordo Palmira (Marisa Merlini) e altre prostitute e prestano loro soccorso. Tripoli, coglie al volo l’occasione e va via con loro.
Pollini, un ragazzo dall’animo tenero e semplice, sente che non può abbandonare così per strada il carrarmato e, giunto in un altro paese, accetta che una ragazzina (Catherine Spaak), curiosa, entri dentro e ci giochi un po’. Prova, invano, a sedurla e poi, prosegue il suo viaggio diretto alla caserma. Con Tripoli e le prostitute, incontrati, per caso, è ospitato nella villa di un ricco signore.
L’avvenente Angelina (Rosanna Martini) s’innamora di lui, ma, invece di far l’amore con lei, corre da Carminati, che ha in mente un piano e, infatti, ruba un pacco di denaro ad un tedesco. Divenuto ricco, a bordo della sua auto, Carminati si dirige con lui in un albergo.
Scopre che un gruppo di cantanti e ballerine, e tra queste una bionda soubrette (Dorian Gray), sono di fatto sequestrate, perché l’impresario è scappato con i soldi e non ha pagato il conto. Decide allora di saldare il debito e di mettere su, con loro, una compagnia che girerà per l’Italia.
Pollini incontra una vedova (Yvonne Furneaux), madre di un bambino, alla ricerca di una storia che le scaldi un po’ il cuore, che l’invita a casa sua. I tedeschi, intanto, requisiscono il teatro dove le soubrette erano impegnate nelle prove e arrestano Carminati e Pollini che, però, fuggono a gambe levate. Carminati, però, ferito, muore.
Pollini incontra un colonnello (Romolo Valli), che gli chiede di accompagnarlo in caserma. Giunto, lì scopre che il generale e i soldati gettato alle ortiche la divisa e tagliato la corda e, inoltre, degli inglesi sono ospiti ben graditi. Nel prendere atto che il fascismo è crollato, si spara.
Giunto a casa, Pollini trasforma il carro armato in trattore e lo utilizza per arare la terra, ma arrivano i tedeschi che aprono il fuoco…
Puccini, che s’affida tra gli altri, in sede di sceneggiatura dei contributi di Goffredo Parise e di Pier Paolo Pasolini, sposa un progetto molto ambizioso e descrive perfettamente quel clima di confusione e di incertezza che regnava in Italia all’indomani dell’8 settembre.
In questo film on the road, mostra, con acutezza, come fosse fragile e illusoria l’idea che gli italiani avessero sposato in pieno l’ideologia fascista e come, invece, tutti, gioissero, felici e contenti, non appena la dittatura era caduta.
…Il risultato finale è, però, quello di una vicenda molto sfilacciata e l’ingesso in campo di tanti personaggi, priva il film della sua unità.
…Il regista milanese s’affida a un bel cast, ricco di attori stranieri (Jean Marc Bory, Yvonne Furneaux, Catherine Spaak) e li affianca a uno stuolo di attori navigati come Romolo Valli, Gabriele Ferzetti e ai caratteristi Tiberio Murgia, Giacomo Furia, e Francesco Mulè. Nel cast anche Bice Valori e Elsa Martinelli. Aiuto regia e co-sceneggiatore Giulio Questi.
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