La frusta e il corpo di Mario Bava – Italia – 1963

4 Aprile 2026 | Di Ignazio Senatore
La frusta e il corpo di Mario Bava – Italia  – 1963
Schede Film e commento critico di Ignazio Senatore
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Kurt Menliff (Christopher Lee), è ritenuto responsabile di aver sedotto di Tania, figlia di Giorgia (Harriet Medin), la serva, che per questo motivo si era poi uccisa. Diseredato e scacciato, ritorna al castello.

Ad accoglierlo freddamente il vecchio padre (Gustavo Di Nardo), la giovane e bella moglie Nevenka (Deliah Lavi), destinata a Kurt, ma data in sposa, per ordine del padre a Cristiano (Tony Kendall), fratello minore di Kurt, e la nipote Katia (Evelyn Stewart).

Nevenka, un tempo soggiogata da Kurt, con il quale aveva instaurato una relazione sado-maso, nel rivederlo, è nuovamente attratto da lui e, dopo essersi fatta frustare, si concede a lui. Kurt cade sotto i colpi di un ignoto assassino, con lo stesso pugnale con il quale era stata uccisa Tanja.

Ma lo spirito di Kurt aleggia per il castello e inizia a perseguitare Nevenka e lei allucina che lui, continua a frustrarla e percuoterla. Cristiano prova a rassicurarla ma lei è convinta di aver sentito sul suo corpo la sua mano e gli mostra le vesti strappate. Kurt ritorna nella stanza di Nevenka e, certo che lei ama la violenza, continua a frustarla e le svela che è ritornato per vendicarsi di quelli che lo odiano.

Dopo la morte del vecchio conte, nel castello, tutti precipitano nel terrore, certi che il fantasma di Kurt mieterà altre vittime. Delle orme dei piedi macchiano il pavimento del salone del castello e mentre Cristiano segue le impronte, Crisitano e Losat (Luciano Pigozzi), il vecchio servitore, odono una voce e una risata sinistra che proviene dal passaggio segreto dei sotterranei.

Scoprono che Nevenka, svenuta, è stata portata fin laggiù, e rinchiusa dentro una tomba. Cristiano, da sempre innamorato di sua cugina Katia, si convince che Kurt è vivo e che sia stato lui ad ammazzare il padre.

Cristiano apre la bara dove sono richiuse le spoglie di Kurt e dà fuoco al suo cadavere. Sul finale si scopre che Nevenka aveva ucciso Kurt e, ubbidendo ai suoi ordini, aveva ammazzato il vecchio conte. Ormai completamente impazzita, allucina di abbracciare Kurt e si uccide per liberarsi per sempre dal dominio del suo persecutore.

Bava firma uno delle sue pellicole più ispirate e regala pagine di grande cinema, grazie anche alla magnetica fotografia di Ubaldo Terzano, che inonda di rosso e di blu, gran parte delle scene,

Più che la trama in sé, i pregi della pellicola sono da ascrivere alla magnifica atmosfera che, sin dalla prima scena, pervade la vicenda. L’ingresso in campo del tenebroso Christopher Lee è già presagio di morte e di sciagure crea una sinistra inquietudine nello spettatore,

La scena nella quale dando fondo alla loro perversione, Kurt frusta Nevenka, che, invece, di ribellarsi, si eccita, è da antologia. La follia che divora, a poco a poco, Nevenka è resa in maniera magistrale ed è dolente e avvolta in un tono di disperata malinconia.

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