La giornata balorda di Mauro Bolognini- Italia – 1960 – Durata 89’- B/N- V.M 16

24 Gennaio 2026 | Di Ignazio Senatore
La giornata balorda di Mauro Bolognini- Italia – 1960 – Durata 89’- B/N- V.M 16
Schede Film e commento critico di Ignazio Senatore
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Il ventenne Davide Saraceno (Jean Sorel), borgataro e disoccupato, è da venti giorni padre del piccolo Tonino, nato dalla relazione con Ivana (Valeria Ciangottini), la giovanissima vicina di casa.

Deciso a garantire un futuro al piccolo, che non ha ancora battezzato, si rivolge allo zio materno, con il quale ha da sempre un rapporto conflittuale. Quest’ultimo gli scrive una lettera di raccomandazione da presentare al ragionier Moglie (Paolo Stoppa), un traffichino che, gli fornisce il nome di una persona che potrebbe aiutarlo a trovare l’agognato lavoro.

Dopo aver vagato, senza successo, da un ufficio all’altro, Davide, comprende di essere stato raggirato. Per strada, incontra Marina (Jeanne Valerie), l’ex fidanzata che gli confida che lavora come manicurista a domicilio. Davide le fa gli occhi dolce, lei prima resiste, poi si concede.

Entrambi scoprono che il cliente da cui sta andando, in realtà, è Moglie e Davide comprende che Marina, in realtà, è una prostituta. Marina, scaltra e furba, lascia intendere al ragioniere che è in combutta con Davide e che deve aiutarlo.

Moglie, allora, gli consegna una lettera che gli permette di essere assunto come facchino nella ditta del commendatore Romani (Luigi Giacosi), un imbroglione, che produce olio contraffatto, composto da un percento di olive e novantanove da grasso di cavallo.

Davide sale sul camion, guidato da Carpiti (Rik Battaglia), un uomo rude e spaccone, che rimorchia Sabrina (Isabelle Corey), una prostituta, con la quale fa l’amore e non la paga, lasciandola con un palmo di naso.

 Carpiti e Davide raggiungono sulla spiaggia di Fregene il commendatore, in compagnia di Freja (Lea Massari), la sua donna, e della moglie di Moglie. Davide e Freja fanno il bagno a mare insieme, familiarizzano e tra loro scatta immediatamente del tenero.

La polizia, scoperta la contraffazione, è sulle tracce di Romani, e, allora, Freja spedisce Carpiti dal marito e si mette alla guida del camion.

 Lei e Davide si appartano in una pineta, fanno l’amore, ma il camion prende fuoco. Mentre ritornano a piedi a casa di Romani, Davide le confida che se avesse cinquantamila lire potrebbe finalmente avere un posto fisso ai mercati generali e garantire un futuro al piccolo Tonino e a Ivana.

Fraja si intenerisce e chiede a Carpiti di consegnare cinquantamila lire a Davide, ma lui, intasca la somma e liquida Davide con duemila lire.

Prima di tornare a casa, Davide ricorda che, quando era andato dal ragioniere, aveva visto all’ultimo piano il cadavere di un onorevole. Torna sul posto. sfila il prezioso anello al dito del defunto, lo rivende e si procura così i soldi per il battesimo del figlio e il posto ai mercati generali.

Un anno dopo La notte brava, Bolognini traspone un racconto di Alberto Moravia, e l’ambienta in una Roma estiva e febbricitante.  Più che rimandare alle atmosfere di Moravia, sin dalle prime batture, si intuisce che a prevalere è lo spirito e il tocco di Pasolini, co-sceneggiatore assieme allo scrittore romano e a Marco ViscontiProtagonista Davide, un borgataro, senza una lira, che, a differenza di Scintillone, Ruggeretto e Bella Bella, non è un ladruncolo, né un tipo scaltro, ma un bravo ragazzo che, dopo essere diventato padre, vuole lavorare, ma, non avendo santi in Paradiso, non sa come svoltare una vita, fatta di stenti e privazioni.

Sulla sua strada una serie di squallidi individui; un ragioniere, cliente abituale di un’agenzia che procaccia prostitute a domicilio; un commendatore, diventato ricco con la contraffazione dell’olio, e Carpiti, un mascalzone che, senza farsi troppi scrupoli, intasca, le cinquantamila lire che la generosa Freja aveva destinato a Davide.

 Non meno limpide le figure di Marina, che si finge manicurista, costretta dall’indigenza a fare la vita, e Fraja, che convive con Romani, un uomo più anziano di lei, che non ama, e che frequenta solo per i soldi.

 Anche questa volta Bolognini affida a un attore francese (Sorel) il ruolo del protagonista e non scivola nel classico bozzettismo di maniera con i quali sono rappresentati i “ragazzi di vita”.

 Per alcune scene, su tutte, quelle dell’anello rubato al defunto, il film fu censurato e vietato ai minori di 16 anni. Come se non bastasse, Bolognini, Pasolini e Moravia furono denunciati penalmente per divulgazione di spettacolo immorale.

Bolognini lima i dialoghi, mai retorici o ridondanti. Su tutti, Freja si rivolge a Davide: “Voi romani come sportivi non valete molto” e lui, in risposta: “Secondo che sport. Nel salto della fame, siamo imbattibili.”

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