La notte brava di Mauro Bolognini- Italia, Francia– 1959 – Durata 95’- B/N – V.M 16

26 Gennaio 2026 | Di Ignazio Senatore
La notte brava di Mauro Bolognini- Italia, Francia– 1959 – Durata 95’- B/N – V.M 16
Schede Film e commento critico di Ignazio Senatore
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Scintillone (Jean Claude Brialy) e Ruggeretto (Laurent Terzieff), due borgatari romani, hanno nascosto dei fucili in auto e rimorchiano due giovani prostitute, Anna (Elsa Martinelli), detta la Secca, e Supplizia (Antonella Lualdi), perché servono loro come copertura.

I due cercano di vendere la refurtiva a Mosciarella (Mario Mosciarella) un ricettatore, ma è in corso una veglia funebre e Gino, detto Bella Bella (Franco Interlenghi), il nipote, si offre di dare loro una mano. Anche lui, fa un buco nell’acqua e, allora, Anna e Supplizia, avendo capito che i tre non hanno gli agganci giusti, li conducono a casa di Frustoni (Sergio Palmisano), un sordomuto che abita a Fiumicino. Grazie all’intermediazione di Nicoletta (Anna Maria Ferrero), una prostituta che funge da interprete, l’uomo acquista i fucili rubati. 

Dopo aver fatto l’amore con le prostitute, i tre ladruncoli le lasciano a piedi. Scintillone scopre, però, che la Secca gli ha rubato i soldi e, deciso a riavere il maltolto, assieme ai due amici prova a rintracciarla.

I tre vedono, poi, una macchina fotografica, sul sedile posteriore di un’auto sportiva, e provano a rubarla. Ma il proprietario Achille (Tomas Milian), detto il moretto, un ragazzo della Rona-bene, in compagnia di Pepito (Maurizio Conti) e di un altro amico, se ne accorge e, dopo qualche scintille, i contendenti stanno per azzuffarsi, ma l’arrivo della polizia li distoglie dai loro propositi bellicosi.

Diventati amici, per il gusto goliardico, donano il sangue ad un presidio ambulante della Croce Rossa. Mentre gironzolano in auto, s’imbattono in Nicoletta, che confessa che anche lei é stata fregata. Per la rabbia, le gettano addosso dei rifiuti.

Si recano, poi, tutti assieme nella lussuosa casa di Achille. Ruggeretto gironzola per casa e scopre che in camera da letto, c’è Laura (Mylene Demongeot), una ragazza affascinante e misteriosa che, prima gli fa credere di essere la sorella di Achille, poi, svela di essere la cameriera. Ruggeretto fa un po’ il galante e i due fanno l’amore.

 Bella Bella, intanto, trova in casa un portafoglio e lo ruba. Ruggeretto vuole rivedere Laura e ha intenzione di restituirlo al proprietario. Per riprenderlo, fa a botte con Bella Bella, che ha la peggio.

 Scintillone è più lesto di tutti, raccoglie il portafoglio da terra, s’infila in un taxi e si dirige in un locale dove incontra Rossana (Rosanna Schiaffino), una prostituta che è andata a ballare con Eliseo (Franco Balducci), il suo uomo.

 Ma lei ha un debole per Scintillone e accetta di mollare Eliseo e prostituirsi per lui. Per procacciarle dei clienti, Scintillone l’accompagna in un locale elegante, ma ha dei conti in sospeso con il gestore e, riconosciuto, è cacciato via.

Ruggeretto, presente alla scena, vede Scintillone salire sulla camionetta della polizia, e, allora, invita Rossana a godersi la serata con lui. Grazie a una lauta mancia data al maitre e all’orchestra, fa riaprire un lussuoso ristorante. Lui e Rossana ballano abbracciati, si baciano e Ruggeretto le chiede di sposarlo. Rosanna più concreta di lui, lo riporta alla realtà.

Dopo aver speso quasi tutti i soldi, Ruggeretto coglie delle rose selvatiche per Rosanna e, poi, la saluta. Gli restano in tasca mille lire, che, con sfregio, getta via.

Il film nasce da un episodio che doveva essere inserito ne Le notti di Cabiria di Federico Fellini, e che, nel corso della stesura della sceneggiatura, fu poi eliminato.

Lo stile aderisce ai dettami del neorealismo e il regista pistoiese racconta, come evocato dal titolo, le vicende accorse in una notte a tre ladruncoli randagi, spacconi e senza il becco di un quattrino, che vivono alla giornata.  La vicenda è ricca di colpi di scena e il mondo delle borgate sottoproletarie di periferia è descritto mirabilmente.

Pasolini avrebbe voluto Franco Citti nel ruolo di uno dei protagonisti maschili e non condivise la scelta di Bolognini che a interpretate Ruggeretto, Scintillone e Bella Bella fossero degli attori professionisti, due dei quali francesi. Inoltre dissentì per la scelta del regista di aver messo in campo delle prostitute truccate ed eleganti. Infine, criticò la scena finale nella quale Ruggeretto getta via la banconota da mille lire, perché, a suo dire, un morto di fame, non avrebbe mai compiuto quel gesto.

 Bolognini, invece, intelligentemente, rilegge e modella in base alla propria sensibilità il racconto di Pier Paolo Pasolini, ed evita di scadere in quelle esibizioni dell’universo sottoproletario, care al poeta – regista bolognese, fin troppo esibite e caricate.

 Lo stesso Bolognini, infatti, a riguardo, dichiarò: “Il neorealismo, con tante bellissime cose, ci ha lasciato in eredità qualche preoccupazione inutile, come quella della verosimiglianza. Volevo uscire un po’ dal neorealismo.” Tomas Milian al suo primo film in Italia. Il film fu premiato con il Nastro d’argento per il miglior soggetto originale.

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