Con un volo da New York, Nora Davis (Leticia Romàn), ventenne americana, accanita lettrice di gialli, arriva a Roma. In aereo un passeggero le offre una sigaretta e all’aeroporto scopre che conteneva marijuana.
Giunta a casa della signora Ethel Windell (Peggy Nathan) che la ospita, a Trinità dei Monti, è ricevuta dal dottor Marcello Passi (John Saxon) che, prima di andare via, la informa che la salute della signora è molto precaria.
La donna, infatti, muore, subito dopo, e Nora esce per chiedere aiuto, ma è derubata. Quando rinviene, è certa di aver assistito all’omicidio di una donna, ad opera di un uomo con baffi e pizzetto.
Nora si risveglia in ospedale e quando racconta del delitto, i medici scambiano il suo racconto di quello di un’alcolizzata.
Neanche il dottor Passi le crede e ritiene che tutto sia legato allo shock subito per la morte di Ethel e al furto subito.
Al funerale, Nora conosce Laura Craven-Torrani (Valentina Cortese), un’amica della defunta che, dovendo partire per la Svizzera, le offre di soggiornare a casa sua, dove su un pianoforte campeggia la figura del marito, il professor Torrani (Gianni Di Benedetto), uno psichiatra affermato, con tanto di baffi e pizzetto.
L’indomani, la cameriera le racconta che, dieci anni prima, Emily, la sorella della signora Laura, era stata ammazzata a coltellate, di fronte casa. Dai ritagli dei giornali, trovati per caso nell’appartamento, scopre che l’assassino fu definito il “killer dell’alfabeto”, perché il cognome della prima vittima iniziava con la A, la seconda con la B e la terza con la C, tutte straniere.
Mentre visita la città assieme a Passi, che gli fa gli occhi dolci, Nora vuole scoprire la verità e decide di vestire i panni della detective. Le sue indagini la portano a Andrea Landini (Dante Di Paolo), il giornalista che, al tempo, aveva seguito le vicende del killer dell’alfabeto e, con i suoi articoli, aveva contribuito a far arrestare un uomo, un certo Straccianeve. Convinto della sua innocenza, dopo aver scritto alcuni articoli per scagionarlo, fu licenziato.
Nora, intanto, ha la certezza che qualcuno è entrato in casa e ha rubato i ritagli dei giornali e un registratore. Nora e Landini vanno in carcere e scoprono che Straccianeve si era suicidato qualche anno prima. Landini si suicida e Nora decide di ritornare in America.
Legge, però, sul giornale che è stata assassinata la donna che ha visto appena arrivata a Roma e scopre che è la figlia di Straccianeve. Sul finale, si scopre che l’assassina è Laura, che dopo aver ferito mortalmente il marito, confessa a Nora di aver commesso i delitti.
Infine, le confessa che la notte del suo arrivo a Roma l’uomo che aveva visto era il professore, che divenuto suo complice, aveva trascinato in casa la donna uccisa.
Il professore, prima di spirare spara alla moglie prima che lei uccida Nora. Sul finale, però, Nora ha un dubbio; e se quello che ha visto fosse stato causato dall’effetto della sigaretta di marijuana che aveva fumato in aereo?
Bava impagina un giallo ben costruito, considerato uno dei primi gialli italici. L’idea che una sigaretta alla marijuana abbia potuto, a distanza di ore, sconvolgere così tanto la mente della tenace Dora ai giorni d’oggi non può che far sorridere, ma è un espediente gustoso, accennato solo all’inizio e alla fine del film, utilizzato dal regista sanremese per mantenere la narrazione in bilico tra incubo e realtà. Bava diserta gli elementi orrifici e i delitti sono solo raccontati e mai filmati. Di tanto in tanto una voce off maschile guida lo spettatore, ma i suoi commenti non arricchiscono, ne penalizzano la visione di un film dalla scrittura piana, con pochi colpi a sorpresa, che si gusta, però, fino all’ultima romantica scena. Leticia Romàn sembra un po’ spaesata mentre Valentina Cortese, sul finale, con lo sguardo nel vuoto e la mente completamente annebbiata, offre una grande prova attoriale.
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