La ragazza senza nome di Jean- Perre Dardenne e Luc Dardenne – Belgio – 2016 – Durata 113’

5 Febbraio 2026 | Di Ignazio Senatore
La ragazza senza nome di Jean- Perre Dardenne e Luc Dardenne – Belgio – 2016 – Durata 113’
Schede Film e commento critico di Ignazio Senatore
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Nell’ambulatorio di Jenny Davin (Adèle Haenel), medico di base di un quartiere della periferia di Liegi, il solito via vai di pazienti. Al suo fianco Julien (Olivier Bonnaud), tirocinante studente in medicina.

Una sera, un’ora dopo la chiusura dell’orario di visite, qualcuno bussa al campanello dello studio ma Jenny, stanca ed esausta, impone a Julien di non aprire. Il giorno dopo la polizia si presenta dalla dottoressa e le chiede di vedere le registrazioni della video sorveglianza del suo studio, perché, nei paraggi, è morta una ragazza nera, priva di documenti e del telefono.

Si scopre che era proprio colei che aveva bussato allo studio di Jennie e che era deceduta a seguito di un grave trauma cranico. Rosa dai sensi di colpa, la dottoressa inizia a indagare su chi possa essere la sconosciuta. Ai pazienti che visita a domicilio o a quelli che frequentano il suo studio, mostra la foto della sconosciuta, nella speranza che qualcuno possa identificarla, ma si scontra con l’indifferenza, i silenzi e le reticenze di chi potrebbe fornirle qualche indicazione.

L’unico che confessa di averla vista prima di morire è Bryan (Louka Minnella), un giovane paziente epilettico, che le racconta che la sconosciuta era una prostituta che si era appartata con il signor Lambert (Yves Larec).

Jennie continua a chiedere, insistentemente, in giro notizie della sconosciuta e provoca non solo la reazione stizzita e spesso violenta delle persone che interroga. ma anche l’ira della polizia perché ostacola le indagini. Una volta scoperta l’identità della sconosciuta, sarà il padre di Bryan (Jerèmie Renier) che le racconta la dinamica dell’incidente che ha causato la morte della donna.

Fedeli alla loro idea di cinema, i fratelli Dardenne non deludono i loro fan e dirigono un film asciutto, con dialoghi essenziali, che mette in campo una giovane dottoressa dilaniata dai sensi di colpa per non aver prestato, come la sua professione impone, aiuto alla sconosciuta che aveva bussato alla porta del suo studio.

Senza ricorrere agli stilemi del genere, i Dardenne confezionano un poliziesco anomalo e, invece, di folli inseguimenti e di pistole che sbucano all’improvviso, mettono al centro il tema della responsabilità personale, in una società dove i più badano solo ai propri interessi.

Novella Antigone, Davin si batte per dare un nome alla sconosciuta così, al di là di una degna sepoltura, possa avere chi possa un giorno portarle un fiore sulla sua tomba. Al giovane Julien, nelle prime battute del film, suggerisce di assumere, nei confronti dei pazienti che si ha in cura, il distacco emotivo necessario per poter formulare una corretta diagnosi.

Tenace e mai doma, nelle ultime battute del film, si spende per convincere Julien, in piena crisi professionale, a non abbandonare la facoltà di medicina dopo cinque anni di studio e a preparare nuovamente gli esami. Nel cast, due attori feticci dei Dardenne; Olivier Gourmet, nei panni del film di Lambert, e Fabriozio Rongione in quelli dell’ispettore Bercaro.

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