Siamo nel 1500. Jules (Jason Connery), un gentiluomo straniero, arriva a Venezia, finalmente libera dalla peste, mentre è in corso la Festa del Ringraziamento. Bernardo (Claudio Amendola), il gondoliere, porta in giro il biondo straniero.
Passeggiando per i calli, Angela (Laura Antonelli), una nobildonna vedova, e la giovane Valeria (Monica Guerritore), il cui marito è partito per Firenze, l’una all’insaputa dell’altra, sono colpite dalla bellezza di Jules. Valeria chiede a Oria (Cristina Noci), la sua cameriera, di mettersi sulle tracce del forestiero e dargli appuntamento per la sera stessa.
Ma anche Angela ha messo gli occhi sul giovane straniero e confida a Nena (Clelia Rondinela), la sua cameriera, che non riesce a prendere sonno, perché desidera far l’amore con lui.
Angela, dopo aver cercato di sedurre Nena, al suo rifiuto, le chiede di insegnarle le parole sconce che pronunciano le prostitute e le confida che vuole comportarsi con lo straniero, come una puttana. Nena, allora, si rivolge a Bernardo e gli chiede di convincere Jules ad andare dalla sua padrona.
Angela si concede allo straniero e Nena e Bernardo, mentre amoreggiano, si divertono a spiarli dalla soffitta.
Valeria si strugge nella vana attesa del forestiero. Oria, esasperata, decide di scovarlo e condurlo dalla padrona. Al mattino, dopo la notte d’amore con Angela, Jules è, finalmente, al cospetto di Valeria.
Mentre stanno amoreggiando, lei scopre che possiede una catena d’oro femminile, opera degli orafi veneziani, che appartiene ad Angela. Offesa e risentita, lo caccia di casa. Pentita, si veste, poi, da uomo a va a cercarlo in strada, lo invita a casa e giace con lui. Il marito di Valeria rientra a casa e i due amanti si salutano in fretta.
Jules lascia Venezia felice e ricolmo della dolcezza di Angela e della grazia di Valeria. Nel finale, Bernardo recita per gran parte una frase che rimanda alla scritta comparsa nei titoli di testa: “Tutte eguali le donne, Una volta tolti gli abiti, non sono più solo oggetto d’amore, ma amano come gli uomini.”
In quest’incursione nel soft-erotico, Bolognini, dopo Agostino, ritorna a girare a Venezia, e s’affida a una vicenda rappresentata con successo a teatro, per la regia di Giancarlo Cobelli con Alida Valli e di Maurizio Scaparro con Valeria Moriconi.
Come in Madamigella di Maupin, anche questa volta una donna si traveste da uomo, ma la situazione è completamente diversa e, a ben vedere, a rubare la scena, più che le lussuriose nobildonne, sono le serve; la simpaticissima Oria e la prosperosa Nena.
Pur rimandando alle novelle di stampo boccaccesco, il film è, però, privo di quelle situazioni frizzanti, dei dialoghi a doppio senso e delle burle, che le caratterizzano.
La messa in scena elegante, formale e decadente, di fatto de-erotizza le protagoniste femminili che, pur essendo due sex-symbol dell’epoca, non riescono con i loro nudi ad accendere le fantasie degli spettatori.
Bolognini non è un regista adatto a maneggiare il cinema erotico, che richiede, pur senza scadere nella volgarità, l’essere sfrontati, ironici e trasgressivi.
Il risultato finale è quello di una pellicola fredda, leziosa e calligrafica, dove l’eros, anestetizzato, è bandito. I dialoghi, in un misto di italiano e dialetto veneto, sono fiacchi e privi di humour.
E’ pero, da incorniciare la risposta di Valeria che allo straniero che le proclama il suo amore, risponde: “Non è amore, se non ti perdi, non precipiti, dimenticando la tua dignità.”
Nel cast. Annie Belle nei panni di una dama che cerca, invano, di sedurre l’inespressivo figlio di Sean Connery. Non sono mancati i riconoscimenti ai costumi di Aldo Buti, in nomination ai David di Donatello, al Nastro d’argento.
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