L’orribile segreto del dottor Hichcock di Riccardo Freda – Italia – 1962

20 Gennaio 2026 | Di Ignazio Senatore
L’orribile segreto del dottor Hichcock di Riccardo Freda – Italia – 1962
Schede Film e commento critico di Ignazio Senatore
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Londra 1885. In un cimitero, nel cuore della notte, un becchino è ucciso mentre sta scavando una fossa. L’omicida apre la bara e inizia a palpeggiare la giovane e bella defunta. Cambio scena. In una sala operatoria, il professore Bernard Hichcock (Robert Flemyng) sta operando un paziente giunto in ospedale in condizioni disperate.

Il chirurgo utilizza un anestetico, da lui messo a punto, che diminuisce la frequenza cardiaca e riesce, così, a salvarlo.

Rientrato nel proprio castello, il professore inietta la stessa medicina alla moglie Margaretha (Maria Teresa Vianello) e, dopo averle indotto un sonno ancora più profondo, inizia a baciarla e a spogliarla.

Una sera il professore decide di somministrarle una dose maggiore di anestetico, ma l’effetto è così devastante che l’amata consorte muore.

Affranto e disperato, fugge dalla città per farne ritorno solo dodici anni dopo, in compagnia di Cynthia (Barbara Steele), un ex paziente, ancora sotto shock per la morte del padre, divenuta sua moglie.

Cynthia, insospettita dagli strani comportamenti del marito e di Martha (Harriet Medin), la fida cameriera, crede che lui sia ancora innamorato di Margaretha. Inoltre il marito più volte le ricorda che non deve aprire una porta del castello che conduce al suo laboratorio e questo suo comportamento alimenta in lei ancora maggiori dubbi e sospetti.

Sempre più preoccupata, Cynthia chiede aiuto a Kurt Langmann (Silvano Tranquilli), un dottore, collega del marito, segretamente innamorato di lei.

Il dottore somministra sempre più frequentemente dei sedativi alla moglie che si convince sempre più che il marito abbia messo del veleno nel latte. Kurt fa analizzare il latte e ha la conferma che i sospetti di Cynthia siano reali. Cynthia

è rinchiusa viva in una bara, ma riesce a libera e tenta di scappare ma è legata dal dottore il cui intento è quello di utilizzare il suo sangue per ridare giovinezza alla ex consorte. Kurt arriva in tempo, ingaggia una lotta con Hichcock, libera Cynthia e fugge via con lei mentre il castello del dottor eva a fuoco.

Capolavoro del gothic-horror italiano che ha fatto scuola e ha dato vita a innumerevoli imitazioni. Come il genere prescrive, nel film non potevano mancare candelabri e velluti, un’atmosfera lugubre e notturna, il classico temporale con tuoni e lampi che squarciano il cielo e una misteriosa creatura, coperta da un velo bianco che si aggira per i labirintici e oscuri corridoi del castello, con un paio di stivaletti bianchi.

Ad arricchire l’atmosfera malsana, l’immancabile gatto nero, una governante che ha una sorella uscita completamente di senno e una voce femminile che, spezzando il silenzio tombale nel quale è avvolto il maniero, si rivolge a Cynthia gridandole: “Ti prenderà nel sonno, nel sonno, un sonno profondo come la morte, come la morte, come la morte”.

Al di là degli elementi stilistici quello che colpisce è la figura del professore Hichcock, eroe tragico che si lascia divorare dall’insana passione necrofilica, fino a essere risucchiato nei gorghi della follia. Non manca una piccola incursione nella psicoanalisi e il dottor Langmann a Cynthia, confida:

“A Vienna ho studiato con il professor Freud, un medico di grande ingegno. Lo ha mai sentito nominare?”.

Il titolo del film è un esplicito omaggio a Hitchcock e il tributo al maestro del brivido è arricchito da alcune citazioni che rimandano, inequivocabilmente a Il sospetto e a Rebecca, la prima moglie. Riccardo Freda si firma con il suo pseudonimo Robert Hampton, affronta il tema della necrofilia, tabù assoluto per il cinema italiano.

, il film fu vietato ai minori di 18 anni.

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