Nunzia De Stefano: “Con Nevia racconto le periferie”

22 Ottobre 2019 | Di Ignazio Senatore
Nunzia De Stefano: “Con Nevia racconto le periferie”
Ignazio Senatore Intervista...
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Sarà “Nevia” di Nunzia De Stefano ad aprire, alla presenza della regista e del cast, al Cinema Astra (ore 19.00), la nona edizione di “Venezia a Napoli. Il cinema esteso”, che si terrà dal 22 al 28 ottobre. Il film, presentato all’ultima Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, prodotto da Matteo Garrone, ex marito dell’esordiente regista napoletana, narra di Nevia (Virginia Apicella), inquieta e ruvida diciassettenne che vive in un container a Ponticelli con la nonna (Petra Montecorvino) e la sorellina e che cerca (invano?) di arginare la presenza in casa di Peppe (Gianfranco Gallo) e di altri personaggi, che vivono ai margini della legalità.

Com’è nata l’idea di questo primo film?

“E la storia della mia vita. La scrittura della sceneggiatura è durata però alcuni anni e, ma mano che la riscrivevo, mi sono distaccata sempre più dalle vicende personali e ho cercato di narrare una storia universale. Come Nevia, anch’io ho vissuto per anni in un container, dopo il terremoto. Lei è una ribelle che non ama vivere in quel contesto e vorrebbe fuggire da quel mondo. Nel corso del film sa essere anche tenera e dolce quando si rapporta con le altre persone. Con i malavitosi che frequentano casa sua è, invece, scostante e scontrosa, anche perché vuole preservare la sorellina più piccola e tenerla fuori dai loro loschi giri.

Un classico percorso di formazione, quello di Nevia, dove i maschi non fanno una bella figura.

“Il film narra la crescita di Nevia ma i personaggi maschili non sono ritratti in negativo. Gianfranco Gallo interpreta un uomo che cerca di introdurre in quella casa l’idea di un’autorità. Salvatore è, invece, un ragazzo che, pur trafficando con della merce illegale, non è un criminale ed è tenero nei confronti di Nevia, di cui è sinceramente innamorato.

Il film, declinato al femminile, sembra sposare i classici canoni del “cinema del reale”.

“Il cinema deve avere la forza di raccontare quei luoghi di cui nessuno parla. Ancora oggi ci sono a Ponticelli famiglie intere che vivono nei container, a contatto con l’amianto, e tra questi ci sono tante persone che vivono con dignità e nella piena legalità.

Il circo ha un ruolo importante nel film

“Il circo è una fiaba e ai giorni nostri mantiene ancora intatto il proprio mito. Ogni volta che veniva un circo a Napoli, ci andavo e lavoravo con loro.

Ma la sua passione per il cinema?

“Avevo seguito Matteo sul set di “Gomorra”. L’ho aiutato a conoscere i luoghi, le persone che vivevano a Scampia. Di fatto, dopo l’incontro con me, lui ha quasi riscritto il film. Standogli al fianco, pian piano, ho condiviso con lui tante cose, è nato un bambino e avvicinandomi al suo mondo, sono stata attratta naturalmente dal cinema.”

Un titolo, quello del film, molto evocativo

“Ero in vacanza sulla neve con mio figlio e Matteo quando ho sentito una signora che chiamava Nevia la figlia. Un nome che mi ha subito colpito.

I suoi prossimi progetti?

“Voglio continuare a fare cinema e ho ancora tante cose da raccontare. Molti mi hanno chiesto come mai in “Nevia” fossero presenti una nonna e una zia e non una madre. Ma se penso a mia madre, meriterebbe un film a parte dedicato solo a lei.”

Articolo pubblicato su il Corriere del Mezzogiorno 22-10- 2019

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