Nel vagone di un treno, viaggiano Ursula (Nadia Gray), una giovane e affascinante monaca, un commerciante di gioielli, distinto ed elegante, e un tenore (Ciccio Barbi) che porta al dito degli anelli, sui quali sono incastonati delle pietre preziose.
I tre chiacchierano e salta fuori il nome di Desiderio, un ladro noto per i suoi furti, di cui nessuno conosce l’identità. La monaca offre ai due dei cioccolatini, che contengono dei sonniferi e, al risveglio, il commerciante scopre di essere stato derubato del suo campionario e il tenore dei suoi preziosi anelli.
Ma la monaca è la complice del commerciante di gioielli, che non è altro che il famigerato Desiderio (Gabriele Ferzetti), che ha messo gli occhi su Luna, un monile con un diamante, dal valore inestimabile, custodito nella gioielleria di Gabriele Bertinori (Andrea Checchi).
L’astuto ladro conquista la fiducia del gioielliere e si fa assumere come direttore. La gioielleria è ricca di sistemi di sicurezza, ma Desiderio entra in possesso della combinazione della cassaforte, che contiene il diamante.
Per mettere a segno il colpo, addormenta il custode con delle sigarette che contengono un sonnifero e fa forare il soffitto da un vecchio amico (Memmo Carotenuto), che fa calare un nano nel vano dove è custodito il monile.
Intanto, per tenere lontano dalla gioielleria Bertinori, noto dongiovanni, Desiderio ingaggia una soubrette (Abbe Lane) che gli fa gli occhi dolci.
Il piano di Desiderio è perfetto, ma il nano ruba per sé degli oggetti da una vetrina e, dopo essere stato redarguito, li rimette a posto, non nello stesso ordine.
Bertinori comprende che qualcuno è entrato nella gioielleria e intuisce che il ladro ha con sè il diamante e, per non farsi scoprire, ha lasciato nel caveau un’imitazione.
Sospetta di Desiderio, gli tende una trappola e, il ladro, nella fretta, tiene per sé l’imitazione e pone nel caveau l’originale della Luna.
Sul finale, Bertinori sposa la soubrette e Desiderio, perdonato, è assunto nuovamente come direttore della gioielleria.
Puccini alla seconda regia e Nanni Loy, all’esordio, impaginano un giallo leggero e divertente, che ruota intorno a Desiderio, il classico ladro gentiluomo, che, con astuzia riesce a mettere a segno i suoi colpi.
L’atmosfera è quella raffinata del bel mondo e i personaggi vestono con gusto e hanno un discreto charme. A fare da controaltare un paio di ladruncoli da strapazzo, capitanati da Memmo Carotenuto e una baby gang.
I due registi inseriscono dei brani musicali, cantati dal Abbe Lane, maggiorata americana, che aveva esordito in Italia con Al diavolo la celebrità di Steno e Monicelli, già comparsa in Quando tramonta il sole di Guido Brignone, sceneggiato dallo stesso Puccini.
I colpi di scena non mancano e, nel complesso, il film, a tratti ironico, si gusta piacevolmente, fino al prevedibile finale. Gabriele Ferzetti ha il giusto aplomb, Andrea Checchi premiato con il Nastro d’argento come migliore attore non protagonista, era già comparso nel precedente Il capitano di Venezia.
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