Roma ore 11 di Giuseppe De Santis – Italia, Francia– 1951– Durata 105’ – B/N

1 Giugno 2026 | Di Ignazio Senatore
Roma ore 11 di Giuseppe De Santis – Italia, Francia– 1951– Durata 105’ – B/N
Schede Film e commento critico di Ignazio Senatore
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Roma. 1951. Una ditta mette un annuncio su un giornale “Studio privato cerca segretaria, bellissima presenza”. In attesa del ragioniere, che deve esaminarle, centinaia di ragazze affollano le scale dello stabile. Nasce tra loro una genuina solidarietà e ognuna, a modo suo, cerca di riempire i tempi d’attesa, con qualche battuta o raccontando qualche scampolo della propria vita.

…C’è chi si chiede quale possa essere il compenso, chi si toglie la fede per paura di non essere selezionata, chi si chiede cosa intendono per “bellissima presenza”. …Rispondono all’annuncio, tra le altre, Adriana (Elena Varzi), rimasta incinta di un avvocato sposato, presso il quale lavorava e che ha approfittato di lei; Angelina (Delia Scala), una cameriera, stufa di essere trattata come una serva dai padroni; Caterina (Lea Padovani), una prostituta che spera così di poter cambiare vita; Gianna (Eva Vanicek), una ragazza timida e insicura, accompagnata dalla madre (Paola Borboni), decisa e battagliera.

…Il ragioniere inizia la selezione e le aspiranti dattilografe si sottopongono alla prova: c’è chi è lenta come una lumaca, chi veloce come una mitragliatrice, chi, come Luciana (Carla Del Poggio), moglie di Nando (Massimo Girotti), disoccupato da sei mesi, con una scusa, salta la fila e s’infila nella stanza del ragioniere e si sottopone al test. All’uscita, le ragazze comprendono che le ha raggirate e inveiscono contro di lei.

…Nasce una piccola sommossa, le ragazze iniziano a strattonarsi e qualche spintone di troppo, provoca il crollo delle scale. Alcune ragazze, sono travolte dai calcinacci, altre, abbarbicate alle pareti, poggiano su una lastra di pavimento, sospeso nel vuoto, altre ancora riescono, fortunatamente, a guadagnare l’uscita. Accorrono i pompieri che mettono in salvo le ragazze, molte delle quali, sono ricoverate in ospedale.

…Le ferite sono più di una cinquantina e alcune sembrano in gravi condizioni.

I giornalisti e la televisione si tuffano sulla notizia e intervistano le malcapitate.

Simona (Lucia Bosè), una ragazza di buona famiglia, che non ha riportato dei danni dal crollo, è rimbrottata dal padre, contraria all’idea che debba lavorare.

Carlo (Raf Vallone), il suo fidanzato, disoccupato, comprende che i genitori sarebbero contrari alla loro unione e decide di troncare la relazione. Le ricoverate scoprono che devono pagare una retta giornaliera e, dopo aver protestato vivacemente, seppure malconce, sono costrette ad andare via. 

Una delle aspiranti dattilografe muore, a seguito del crollo e, intanto, la polizia raccoglie delle testimonianze su quanto accaduto e interroga le ragazze.

Luciana, in crisi per aver causato, involontariamente, il parapiglia, crolla psicologicamente ed è sul punto di gettarsi nel vuoto. Interviene Nando che, dopo aver rimbrottato chi conduce le indagini, il ragioniere e il costruttore dell’immobile, l’accompagna a casa.

De Santis traspone una vicenda realmente accaduta a Roma in Via Savoia e, fedele agli stilemi del neorealismo, fotografa mirabilmente un’Italia povera e disillusa, che cerca disperatamente di riprendersi dalle ferite della Seconda Guerra Mondiale.

La disoccupazione ha raggiunto numeri da capogiro e, per l’agognato posto di dattilografa, giungono nella capitale perfino delle ragazze dalla campagna.

Il regista di Fondi dirige un film tutto al femminile e lascia sfilare sullo schermo Lucia Bosè, già comparsa in Non c’è pace tra gli ulivi, Carla Del Poggio, già protagonista di Caccia tragica e Lea Padovani, Elena Varzi e una giovanissima Delia Scala.

Le aspiranti dattilografe sperano tutte di poter trovare, finalmente, lavoro, ma la realtà è più dura di quanto immaginato e dovranno dire addio a sogni e illusioni.  L’unica fortunata è Clara (Irène Galter) che trova un fidanzato.

Sul finale, Simona rinuncia alla tranquilla vita borgese e ritorna tira le braccia dell’amato Carlo. Nel cast Paolo Stoppa, Checco Durante e il critico Mino Argeniteri, nei panni di un infermiere. Al film parteciparono delle ragazze rimaste coinvolte realmente nel crollo delle scale. La vicenda ispirò anche il film Tre storie proibite, film ad episodi, diretto da Augusto Genina. Nastro d’argento per il miglior commento musicale originale, firmato da Mario Nascimbene.

 

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