Senza difetti – Flawless (Flawless) di Joel Schumacher – USA – 1999 – Durata 104’

13 Luglio 2021 | Di Ignazio Senatore
Senza difetti – Flawless (Flawless) di Joel Schumacher – USA – 1999 – Durata 104’
Schede Film e commento critico di Ignazio Senatore
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Walt Koontz (Robert De Niro),ex poliziotto in pensione, è il classico conservatore maschilista e reazionario che odia i neri, i gay ed i travestiti. Nello stesso palazzo vive Rusty (Philip Seymour Hoffman) un transessuale eccentrico che lavora come cantante in un locale notturno di New York e che ha un solo sogno nel cassetto; mettere da parte i soldi per farsi operare e diventare donna. Walt ha un ictus e dopo aver attraversato un periodo di depressione, per riprendere più speditamente a parlare, accetta il consiglio del suo medico di prendere lezioni di canto. Si rivolge a Rusty e, dopo le inevitabili scintille iniziali, i due finiscono per diventare amici. Rusty si trova tra le mani su una grossa somma di denaro che appartiene ad un boss della zona e la nasconde in casa. Un gangster  fa irruzione nel suo appartamento, Walt interviene in difesa dell’amico ed ammazza l’aggressore. Nel corso dello scontro Walt è ferito ed allora Rusty, per pagargli l’intervento e la degenza in ospedale, dice addio ai soldi per l’intervento.

Regista diseguale e discontinuo, Schumacher dirige una pellicola che aspira ad essere ironica, divertente a graffiante ma che ha il sapore di una minestra riscaldata.

Il personaggio che Schumacher cuce addosso a Rutsy è privo di originalità ed è lo il classico trans generoso, perennemente sull’orlo di una crisi di nervi, isterico e vaporoso. Per tutto il film Rutsy si muove sulla scena alternando pianti, risolini e scatti isterici e finisce per affermare, in maniera prevedibile: “Sono una donna intrappolata in un corpo di un uomo”. Rusty ha un triste passato alle spalle e, nel corso del film, confida: “Mia madre era una donna dolcissima, si è rotta la schiena per mio padre. Pensa che tutte le mattine lei si alzava e gli preparava la colazione e tutte le mattine per trent’anni lei gli ha chiesto “Buongiorno, tesoro, mi vuoi bene?” Nessuna risposta. Tutte le mattine, per trent’anni. Un giorno mia madre fece: “Buongiorno tesoro, mi vuoi bene?” e lui disse: “No”.  Quindi la morale della favola è questa, amico: “ Se non hai avuto una risposta in trent’anni, è inutile continuare a far domande.” Walt, dal canto suo, è un insopportabile e noioso pallone gonfiato che non ispira né tenerezza, né compassione.

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