“So sempre chille” docufilm di Montesarchio su Franco Ricciardi

24 Settembre 2019 | Di Ignazio Senatore
“So sempre chille” docufilm di Montesarchio su Franco Ricciardi
Ignazio Senatore Intervista...
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Sarà proiettato il 24 settembre, nell’ambito della 21esima edizione del Napoli Film Festival, diretto da Mario Violini, al Cinema Delle Palme (ore 19.00), il docufilm “So sempre chille”, diretto da Romano Montesarchio su e con Francesco Liccardo, in arte Franco Ricciardi. Un tributo ad un artista con una lunga carriera alle spalle, premiato con due David di Donatello per la migliore canzone originale, inseriti in due film diretti dai Manetti Bros; “Song e Napule” (2014) e “Ammore e malavita” (2018).

Come nasce questo progetto?

“Mi ha trascinato in quest’avventura Gaetano di Vaio, che ha prodotto il docufilm per “Bronx film”. Da anni lui mi parlava di quest’idea. In verità ero un po’ restio perché, generalmente, questi omaggi si tributano agli artisti giunti al termine della carriera.”

Una resistenza legata alla scaramanzia?

“No, è che non vorrei che si pensasse che una vita artistica come la mia, iniziata nell’86, fosse ormai conclusa. Chi mi conosce sa che ho sempre voglia di imparare e sono costantemente proiettato al futuro. Il mio motto è: “non ho il tempo di invecchiare” e sono sempre alla ricerca di nuovi progetti.

Quanto è durata la lavorazione del docufilm?

“Romano Montesarchio mi ha seguito per un anno intero, ventiquattro ore al giorno, nei miei concerti, quando ero a casa e in famiglia e non mancano le riprese che mostrano quando canto i miei cavalli di battaglia. Abbiamo scelto poi di non inserire le classiche interviste ad amici e colleghi che avrebbero rispolverato ricordi e eventuali aneddoti inediti sul mio conto.”

Un ritratto intimo e professionale?

“Assolutamente si. Non mancano nel docufilm dei momenti gustosi e divertenti. Ad esempio il regista ha ripreso quando, un attimo prima che scattasse l’anniversario del mio compleanno, sono nato il 6 ottobre, i miei amici, appena sono uscito dalla sala d’incisione, mi hanno fatto una sorpresa ed accolto in strada con fuochi d’artificio e champagne.”

Ha collaborato con tanti artisti, tra cui Clementino, Rocco Hunt, Guè Pequeno. Com’è cambiata la sua musica negli anni?

“Può sembrare strano, ma più passano gli anni e più riscopro delle sonorità che appartenevano al mio sound degli anni Ottanta. Da quando sono terminate le riprese del docufilm la mia carriera è proseguita e mi ha regalato altre grandi soddisfazioni. C’è un mio brano nel film “Nevia” di Nunzia De Stefano, prodotto da Matteo Garrone, presentato all’ultima Mostra del Cinema di Venezia, e ben tre nell’ultima serie di “Gomorra”.

Articolo pubblicato su Il Corriere del Mezzogiorno – 22-9-2019

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